18 dicembre 2018

La scuola dei Sem Terra

image_pdfimage_print

Maria Creuza, occhi neri da indio, è una donna silenziosa e riservata: 36 anni, 7 figli. La più grande, 18 anni, vive a San Luis, la capitale del Maranhão, Nord Est del Brasile. L’ultima arrivata ha appena due mesi. Maria, con il marito e i figli, abita a Irma Dorothy, accampamento non troppo distante da Nina Rodrigues, municipio di 9.675 abitanti nello Stato del Maranhão. Sono circa sessanta le famiglie qui accampate. Provengono da quattro diverse comunità e da anni risiedono nella zona. La prima occupazione risale al 1999 ma è soltanto nel 2007, grazie all’intervento del Movimento Dos Trabalhadores Rurais Sem Terra (MST), che nasce l’accampamento vero e proprio. La terra, circa 42.000 ettari di proprietà di un unico fazenderos, produce fondamentalmente mais, manioca, riso e fagioli, tutti ingredienti tipici della dieta quotidiana di queste famiglie. è qui che, ospite della famiglia di Maria Creuza, trascorro i primi cinque giorni del viaggio di conoscenza attraverso gli accampamenti e gli insediamenti dei Sem Terra del Maranhão organizzato dall’ARCS, la Ong del sistema Arci. La sera Maria va a scuola, la stessa che, la mattina, frequentano i suoi figli; insieme a lei, altri uomini e donne che vanno a scuola per imparare a leggere e scrivere. Uno dei problemi maggiori, qui come in tutto il Nord Est brasiliano, è infatti l’analfabetismo. Circa il 70% della popolazione dell’intero municipio, quasi 12.000 abitanti, non sa né leggere né scrivere. L’analfabetismo riguarda i giovani come gli adulti. Dati dell’Istituto Brasiliano di Geografica e Statistica del 2006 registrano che la popolazione brasiliana per l’11% è analfabeta, il che corrisponde a più di 14 milioni di persone di età non superiore ai 15 anni. Ma gli analfabeti effettivi sono molti di più; si stimano quasi 20 milioni di persone in tutto il Brasile. Ed è proprio il Nord Est a possedere il maggior indice di analfabetismo del paese, 21% della popolazione. Solo nel Maranhão, sono circa un milione di persone. Un problema serio e grave. Nel giugno del 2007, il Movimento dei Sem Terra insieme al Governo del Maranhão e all’AESCA (Associazione Statale della Cooperazione Agricola) ha inaugurato una campagna nazionale di alfabetizzazione, basata sul metodo cubano chiamato “Sim, eu posso” (Sì, io posso). L’obiettivo è il superamento dell’analfabetismo nelle aree rurali del paese, tanto negli accampamenti che negli insediamenti dei Sem Terra. A fronte di politiche pubbliche sull’educazione ritenute spesso insufficienti, il Movimento è riuscito grazie all’iniziativa popolare e alla forza dei suoi militanti, ad alfabetizzare circa 1.500 studenti solo nel Maranhão e quasi 5.000 Sem Terra in tutto il Brasile. Il metodo cubano “Sim, eu posso” è ritenuto il migliore, anche se non rappresenta l’unico metodo educativo utilizzato. I risultati raggiunti a Cuba come nel Venezuela sono, infatti, ritenuti ottimi. “Sim, eu posso” è un metodo semplice: lezioni video registrate, pochi alunni, un educatore, un manuale e contenuti presentati in modo facilmente intuibile. La parola viene scomposta in sillabe, si analizza la sillaba e si costruiscono frasi utilizzando la stessa sillaba. Ad ogni vocale si associa un numero da 1 a 5 e ad ogni consonante un numero da 6 a 30. Il metodo può inoltre adattarsi a situazioni diversificate. Molti accampamenti e insediamenti dei Sem Terra si trovano in aree rurali spesso molto distanti dal più vicino municipio e dunque non facilmente raggiungibili. Questo significa che non sempre è possibile disporre di una scuola con degli insegnanti. A partire dalla lezione, si affrontano temi importanti legati alle necessità comuni: dalla salute, alle relazioni familiari, alla storia, all’ambiente. “Nessuno educa nessuno, nessuno si educa da solo, gli uomini si educano insieme, con la mediazione del mondo”. Così scriveva Paulo Freire, famoso pedagogo brasiliano morto nel maggio del 1997; parole che sintetizzano al meglio il pensiero dell’MST che, proprio sulla “Pedagogia dell’Oppresso” di Freire, ha costruito la propria pratica educativa. Il tema dell’educazione è dunque fondamentale. Per il movimento, l’educazione deve essere vincolata alle necessità e alle sfide della lotta per la riforma agraria. è parte a tutti gli effetti del progetto di trasformazione politica della società. Non è facile imparare a leggere e scrivere per chi, come Maria Creuza, una penna in mano non l’ha mai tenuta. Ma la soddisfazione di quanti, a fine corso, sono riusciti a scrivere anche soltanto il proprio nome, è forte e l’emozione tanta. “Sim, eu posso!”; un piccolo grande passo verso il superamento della schiavitù dell’analfabetismo, male che tiene soggiogate ancora oggi intere popolazioni in tutto il mondo.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *