La riconquista a pedali Firenze e la Critical mass

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Buone notizie per i ciclisti fiorentini, stanchi di subire le angherie degli automobilisti e le scelte ‘pro-auto’ dei politici locali e nazionali.
Da venerdì 11 ottobre hanno a loro disposizione uno strumento in più per rendersi maggiormente e visibili e reclamare i loro diritti sempre più dimenticati: stiamo parlando della ‘Critical Mass’ che finalmente, dopo aver ‘contagiato’ più di 200 città in giro per i cinque continenti, in quella data ha fatto il suo brillante esordio fiorentino (si parla di 3-400 partecipanti!) partendo da Piazza SS. Annunziata.
Critical Mass è un’azione diretta completamente orizzontale e spontanea: in pratica si tratta di un incontro casuale di ciclisti in un luogo che partono alla riconquista delle strade. Critical Mass appartiene ad ogni ciclista partecipante: dalla mamma col bambino nel seggiolino allo stradista in specialissima con pedalini a sgancio rapido, dall’anziano in ‘graziella’ al giocoliere in monociclo. D’altra parte ognuno di questi ‘ciclisti metropolitani’ di per sé fa qualcosa d’importante scegliendo un mezzo di trasporto alternativo e non inquinante: ma se quest’azione viene fatta da un gruppo numeroso che percorre assieme la stessa strada diventa quasi un evento rivoluzionario…
Ed infatti Critical Mass non è tanto una manifestazione di protesta quanto la dimostrazione pratica e reale di come un’altra città sia possibile, bella e divertente.
E noi fiorentini, come tutti i cittadini del mondo, sappiamo bene quanto siano necessarie queste dimostrazioni. Specialmente in questo periodo di grandi cantieri, muovendosi ogni giorno sulle strade possiamo toccare con mano quanto non sia più sostenibile (né da noi né dall’ambiente) la politica dei trasporti attuale basata quasi esclusivamente sull’auto, e rendersi conto che strade e piazze non sono più spazi dove giocare, incontrarsi e parlare ma parcheggi e canali per il flusso frenetico delle auto. Per non parlare poi dei costi economici e soprattutto in termini di salute provocati dall’inquinamento e dagli incidenti stradali…
Proprio per questo il movimento mondiale dei ciclisti cresce ogni giorno di più e proprio per questo è nata la Critical Mass: per rilanciare l’idea della bicicletta come unico mezzo di trasporto veramente ecologico (‘per la bici non servono patenti perché la bici non è un’arma mortale, ma un diritto’ ha scritto in un suo libro Travis Culley ‘cicloattivista’ di Chicago) e per richiedere che le città non siano più il regno delle auto ma che divengano più a misura di bici e quindi d’uomo.
Ma come funziona Critical Mass? Essendo una manifestazione ‘anarchica’ in ogni città vigono regole diverse; tuttavia esistono delle linee guida minime a cui tutti i gruppi di cicloattivisti più o meno si attengono: la Critical Mass è aperta a tutti ed anzi più il gruppo è numeroso, meglio è; il percorso di massima viene deciso in mailing-list e/o durante una riunione informale prima della partenza; si evita di insistere troppo su strade ad alta viabilità; si mantiene un contatto con gli automobilisti spiegando le motivazioni dell’evento con volantini e con l’ironia; il gruppo deve rimanere compatto; si cerca di rispettare il codice stradale; ci si diverte.
Massimo Parrini

Per informazioni su Critical Mass a Firenze andrea.fornari@tin.it;
in Italia www.inventati.org/criticalmass; nel mondo www.critical-mass.org

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