La rete dei precari

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Venerdì 8 novembre la Rete delle Marce Europee, insieme ai Sin.Cobas e ai
lavoratori precari della Tim di Bologna marcia con un esile corteo dalla
Fortezza, per un volantinaggio davanti ad un negozio Omnitel nei pressi
della stazione di Santa Maria Novella, a sostegno dei lavoratori dei
call-center in sciopero. Gli organizzatori ci tengono a precisare che la
protesta non era rivolta al singolo negozio, che tra l’altro ha anche
aderito alla campagna Firenze Città Aperta, ma che era un’azione simbolica
per denunciare le condizioni di lavoro nei call-center della Omnitel, e non
solo, definiti vere e proprie catene di montaggio.

Da lì il corteo si muove verso la Stazione Leopolda dove è in programma l’
assemblea europea dei disoccupati e precari in lotta. E’ la terza assemblea,
la prima si è tenuta a Parigi nel 2000 e la seconda nel 2001 a Bruxelles. Lo
scopo è quello di dar vita a una rete europea dei precari. L’assemblea è
stata indetta per fissare gli estremi di una campagna per un reddito minimo
garantito per disoccupati e precari, nell’ottica di una redistribuzione
sociale del reddito. In Italia sono state raccolte ottantamila firme per un
disegno di legge di questo genere, che ora deve essere discusso in
parlamento. L’assemblea si propone di farla diventare una battaglia unitaria
a livello europeo.
La Rete delle Marce ha messo insieme una serie di realtà sociali e
economiche molto diverse tra loro, nel tentativo di strutturare lotte
specifiche in tutta Europa, e soprattutto per diffondere, per far conoscere
all’opinione pubblica tali realtà, sempre più diffuse.
Gli iscritti a parlare sono molti, di tutti i paesi d’Europa, soprattutto
polacchi, francesi, belgi, arrivati a Firenze per costruire un mondo
migliore, che deve necessariamente passare per la soluzione della questione
occupazionale.

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