La rabbia di Campi

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venduti!” C’è burrasca nella sala Sandro Pertini, dove centinaia di persone si assiepano per assistere (e contestare) la seduta aperta del Consiglio Comunale di Campi Bisenzio sul tema inceneritore. Ancora? In effetti la novità di cui discutere non sarebbe così rilevante: spostare la localizzazione dell’impianto di 200 metri dalla parte di Firenze, verso l’Ingromarket. Eppure, per il sindaco Fiorella Alunni lo è abbastanza per decidere di cambiare idea e dare il definitivo via libera alla sua realizzazione. Dopo aver fatto le barricate per il no, dopo aver raccolto le firme insieme ai cittadini per chiedere alla Provincia di fermare il progetto, dopo aver dichiarato pubblicamente che piuttosto che far costruire l’impianto si sarebbe “incatenata alle ruspe”, il sindaco cambia clamorosamente idea. “La Provincia ha comunque approvato la variante, a questo punto è meglio limitare il danno”, spiega. Una giustificazione debole, che fa arrabbiare la gente che vive nelle zone dove nascerà l’impianto. Tutti sanno che né 200, né 300, né 500 metri fanno la differenza: le nanopolveri rimangono sospese in aria, oltre a penetrare profondamente anche nel suolo. “Dimissioni”, “A casa”, “Vergogna”, sono solo alcune fra gli inviti meno pesanti che si alzano dalla folla. È rabbia vera quella dei cittadini di Campi, che si sfoga in tutta la sua evidenza nel corso di una serata in cui non mancano i momenti di tensione. Ed è paradossale assistere ad una seduta pubblica in cui oltre la metà delle persone uscite di casa per assistervi, non riescono ad entrare nell’apposita sala per motivi di capienza. I comitati e il gruppo di Rifondazione chiedono un ragionevole rinvio della seduta. Perché non spostarla al giorno successivo, in un auditorium più grande, peraltro già individuato? Ma la maggioranza deve fare in fretta, non può accettare condizioni dal fronte del no all’inceneritore. E così va avanti a testa bassa. All’una di notte si vota: 17 sì, 10 no, con un astenuto e un assente. E la gente ancora numerosissima a contestare ferocemente. Fa un po’ effetto vedere il contrasto fra i cittadini e i loro rappresentanti.
È il bello della democrazia per una maggioranza che comunque esce dalla vicenda leccandosi tante ferite: sia uno dei no che l’astenuto, arrivano dai banchi della Margherita, con Rifondazione che rafforza la sua opposizione. Alla faccia dell’Unione.

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