14 novembre 2018

La proposta del tubone

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Viabilità a Firenze, un problema annoso…
Per il consigliere regionale della Margherita Gianluca Parrini la soluzione è costruire un bel “tubone”, paradossalmente definito “ecovia” per non farci impressionare troppo.
La proposta è stata recepita dal Piano Strutturale recentemente approvato dalla Giunta Comunale. Si tratterrebbe di una lunga circonvallazione in gran parte sotterranea in grado di collegare Castello e Careggi con Varlungo e Rovezzano, che dovrebbe svilupparsi per circa dieci chilometri prevedendo sei uscite; costo stimato dell’intervento: circa 350 milioni di Euro.
Tra favorevoli e contrari, la questione non appare di facile soluzione. L’Assessore alle Infrastrutture Gianni Biagi (DS) ha di recente affermato che “non ci saranno nuove espansioni urbane; la città è già costruita e tutto dovrà avvenire al suo interno”. A sentire Simone Menci, vicecapogruppo in Palazzo Vecchio, il tubone “sarebbe capace di fluidificare il traffico in attraversamento urbano, liberando i viali e le zone limitrofe di almeno il 50% del carico attuale della mobilità” nonostante il prezzo da pagare relativamente all’impatto ambientale.
Ma tanti altri non sono d’accordo. Fra questi, Alessio Papini, capogruppo dei Verdi e Antongiulio Barbaro, consigliere comunale DS e membro della Commissione ambiente e trasporti di Palazzo Vecchio. Quest’ultimo ha dichiarato che l’eventuale costruzione del tubone “deve essere preceduta e accompagnata dal potenziamento del sistema tramviario, da sviluppare lungo gli attuali viali di circonvallazione”.
Secondo Papini, l’ipotesi appare del tutto “incompatibile con la politica sul traffico perseguita dall’amministrazione comunale negli ultimi nove anni (…). L’impatto ambientale dell’opera è evidente e va ad interessare una zona, quella delle colline fiorentine, di tale interesse paesaggistico da rendere ipotizzabile la circonvallazione solo se in sotterranea per una cifra approssimativa, 350 milioni di euro, che sarebbe sufficiente a realizzare 2-3 nuove linee tranviarie e un sistema di piste e percorsi ciclabili finalmente efficiente. La costruzione di una galleria di queste dimensioni in zona collinare indurrebbe poi fortissime preoccupazioni per la situazione idrogeologica dell’area”.
Anche per Giancarlo Paba (Dipartimento di Urbanistica dell’Università di Firenze) il tubone “finirebbe per attirare una parte importante del traffico di attraversamento e di penetrazione togliendolo non ai viali, ma appunto all’anello autostradale (…). Le uscite stesse del tubone sono poi collocate in situazioni estremamente delicate da un punto di vista paesaggistico e storico e da queste uscite si incanalerebbe un traffico verso la città in zone relativamente poco popolate e tranquille e su strade già oggi intasate (Via Faentina)”.
Non sappiamo come andrà a finire. Il traffico cittadino è divenuto insostenibile. Occorrono soluzioni urgenti ed efficaci. Il tubone non sembra proprio rispondere a nessuno di questi due requisiti!

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