La procura indaga sui tre parcheggi costruiti con il project financing. Favoriti i privati?

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Dopo aver ottenuto quattro rinvii a giudizio per la tormentata vicenda del parcheggio di piazza Ghiberti, ora la procura scava nel groviglio dei parcheggi costruiti con il «Project Financing»: Fortezza, Beccaria, Alberti. I pm Giulio Monferini e Gianni Tei hanno raccolto una serie di testimonianze fra cui quella dell´attuale presidente della Firenze Parcheggi Alessandro Lo Presti.
Alcuni mesi fa si è appreso che, dopo anni di bilanci in attivo, la Firenze Parcheggi era in difficoltà economiche. Il piano finanziario del project assegna gli introiti della sosta alla società di gestione dei parcheggi, che a sua volta deve pagare per 27 anni un canone di affitto a Firenze Mobilità, cioè alla società che ha realizzato i parcheggi, che in tal modo copre i costi delle opere. Il gestore unico delle tre aree di sosta è la Firenze Parcheggi, che – in base al piano finanziario – deve versare a Firenze Mobilità un canone di 780 mila euro per il parcheggio della Fortezza, di 500 mila per quello di piazza Beccaria e di 600 mila per quello appena inaugurato in piazza Alberti. Il problema è che i proventi della sosta non bastano a coprire l´importo del canone di affitto in nessuno dei tre parcheggi. Con la conseguenza che la Firenze Parcheggi, società a prevalente capitale pubblico (Comune di Firenze, Camera di Commercio, Regione Toscana), si sta svenando per pagare gli affitti a Firenze Mobilità, società a prevalente capitale privato nella quale la maggioranza delle quote è detenuta dalla Baldassini Tognozzi Pontello.
Una delle questioni da chiarire è se il piano finanziario sia stato a suo tempo calibrato in modo da salvaguardare gli interessi della Firenze Parcheggi, ossia della parte pubblica. C´è chi sostiene che i calcoli sui canoni siano stati troppo ottimistici, fondati come erano sulla previsione che i tre parcheggi sarebbero stati pieni tutti i giorni. Una prognosi un po´ azzardata. In realtà si riempie tutti i giorni solo il parcheggio di piazza Beccaria, e comunque gli introiti della sosta non bastano a coprire il canone annuo, senza contare i costi per il personale e per la manutenzione. Quanto al parcheggio della Fortezza, si riempie solo per una sessantina di giorni l´anno, in occasione delle fiere, e per il resto è quasi deserto. Ma in questo caso Firenze Parcheggi può ben lamentarsi delle modifiche del progetto in corso d´opera, quando sotto l´infuriare delle polemiche è stata eliminata la galleria commerciale che, nelle previsioni, avrebbe attirato pubblico e auto. Il piano industriale era fondato su presupposti che poi non sono stati realizzati.
E qui il groviglio si complica ancora di più e il salasso del denaro pubblico aumenta. Le modifiche al progetto del parcheggio della Fortezza sono costate a Palazzo Vecchio 3,5 milioni di euro, che la parte pubblica ha dovuto versare a Firenze Mobilità. In più ci sono stati costi aggiuntivi per altre opere del project, in particolare per il sottopasso del viale Strozzi, su cui ha indagato anche la procura della Corte dei Conti. E se la magistratura contabile si chiede se Palazzo Vecchio abbia esercitato la dovuta vigilanza sulle spese del project, la procura si pone un´altra domanda: nel groviglio dei contratti, qualcuno ha voluto favorire i privati?
(Franca Selvatici, Repubblica Firenze del 19 febbraio 2008)

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