14 novembre 2018

La politica ai cittadini

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Un futuro diverso per il territorio fiorentino? Potrebbe essere possibile grazie al nuovo spazio di confronto politico creato lo scorso ottobre, quando associazioni e movimenti fiorentini, l’Ulivo e il Partito della Rifondazione comunista hanno deciso di dare vita al “Forum per Firenze”.
L’idea è quella di costruire un progetto condiviso, capace di aggregare un’ampia alleanza di soggetti civili e sociali. Anche se le esperienze che lo compongono sono per molti aspetti diverse, in comune hanno il pieno rispetto reciproco e la convinzione che le diversità siano una risorsa. Non è la sterile protesta a guidare il Forum, ma la volontà di sperimentare in modo originale la modernità e la globalizzazione, creando un legame forte con i valori della pace, dell’uguaglianza tra i popoli e tra le persone, della giustizia sociale, del rispetto dell’ambiente, della democrazia, della promozione delle libertà individuali, della solidarietà.
Per fare tutto questo, c’è bisogno di una partecipazione attiva e responsabile delle persone alla vita pubblica. Con queste finalità, il Forum ha lanciato un appello a tutti i cittadini perché diano il proprio contributo a questo percorso, mirato a rendere protagonista la città del proprio futuro.
Il Forum per Firenze si articola in dieci forum tematici, dieci importanti mattoni per la costruzione di una città e di una società nuove, più a misura d’uomo.
Uno di questi è il forum “Democrazia e partecipazione”, che si occupa della difesa della Costituzione, dello stato di diritto e del pluralismo dell’informazione, vale a dire i prerequisiti della democrazia. Democrazia che è diventata oggetto, secondo il Forum (ma non solo!), “di frequenti e ripetuti attacchi condotti dall’attuale governo e maggioranza”. Per non parlare delle leggi, ridotte a pura affermazione del principio del privilegio contro i diritti, o dell’informazione, legata e imbavagliata a dovere.
Ma come cambiare una realtà prepotente che resiste ai tentativi di ripristino dei principi democratici? Secondo il forum “Democrazia e partecipazione” bisogna partire dal “locale”, riuscendo a far lavorare insieme le forme di democrazia rappresentativa con quelle di democrazia partecipativa. Partire dal locale significa aprire una fase di revisione dello statuto comunale, coinvolgendo tutte le esperienze di partecipazione e di autorappresentanza sociale, di movimenti, di singoli cittadini. Questo per ottenere una esplicita legittimazione politica delle nuove forme di democrazia partecipativa, con un riconoscimento del suo ruolo consultivo, propositivo e deliberativo.
è necessario agire anche per riequilibrare la presenza delle donne, ancora troppa esigua nel mondo della politica. Come? Magari con un patto pubblico di assunzione di responsabilità dei partiti a tutti i livelli in modo che, tra i candidati alle elezioni, nessun sesso possa superare l’altro oltre il 60%.
Puntare sul locale significa coinvolgere anche realtà più piccole, come rioni e quartieri. Da qui l’idea di istituire laboratori permanenti di rione, per realizzare momenti di progettazione partecipata, e riorganizzare i Consigli di Quartiere, “ridisegnandoli” nei territori di competenza, nell’area dei poteri consultivi “obbligatori” (come l’urbanistica), e sugli interventi economici.
Insomma c’è da lavorare, e molto. Perché mentre si tenta di riorganizzare una società che ascolti i cittadini, si deve lottare contro la corruzione nella pubblica amministrazione e il clientelismo, per il rispetto dello stato di diritto. Come occorre sostenere concretamente l’informazione indipendente, (giornali autoprodotti, radio locali, tv di strada) schiacciata da una politica di favori e di potere.
Per maggiori informazioni: www.forumperfirenze.it.

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