La parola agli inquilini

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Sull’ultimo numero dell’Altracittà l’Assessore Albini ha fatto alcune dichiarazioni circa il Coordinamento Assegnatari e l’Unione Inquilini. Cosa ne pensate?
In un momento così drammatico per la situazione che riguarda in generale il patrimonio pubblico, ritengo che non si possano trattare le istanze di cui si fa carico un sindacato alla stregua di questioni private di singoli a caccia di visibilità.
La stessa cosa vale per le persone che hanno aderito al Coordinamento: la Pubblica Amministrazione non può ignorare la volontà di migliaia di cittadini, e questa volontà è documentata dalle domande di acquisto dell’alloggio assegnato che sono state spedite, alcune migliaia. L’Assessore ci aveva accusato di voler solo acquistare le case a basso prezzo, per noi invece il senso era quello di mettere un blocco, un ostacolo ad eventuali speculazioni economiche e immobiliari, richiamandoci al principio di prelazione sancito dalla legge. Avevamo intrapreso questo tipo di azione per far capire che gli inquilini non sarebbero stati a veder intaccare passivamente il diritto alla casa.
L’Assessore ha dichiarato però che il Patrimonio abitativo pubblico non è a rischio vendita.
La cosa che ci allarma è che lo statuto di Casa Spa non corrisponde alla semplice gestione del patrimonio, ma prevede altri tipi di operazioni. Attraverso la società per azioni gli alloggi vengono esposti al pericolo della cartolarizzazione (conversione in strumenti cartolari ossia in titoli negoziabili e liquidabili sul mercato, n.d.r.), quel procedimento che è stato attuato per gli enti previdenziali da Berlusconi. Inoltre non sono esplicitate le modalità di liquidazione: se la società dovesse chiudere, che succede?
Ci sono altri aspetti che sono preoccupanti, per esempio, quando sento parlare di ‘sola’ gestione, mi viene in mente il problema dell’IVA: la SPA dovrà fatturare il servizio reso al Comune e quindi ci sarà da pagare un 20% in più di IVA. I costi di gestione non potranno che essere più alti. I punti da citare sarebbero tanti, in generale siamo soprattutto preoccupati della problematica sociale: si va a togliere a chi non è attaccato dal caro vita, indebolendo ulteriormente una fascia già di per sé debole.
E riguardo alle cosiddette deportazioni citate dal volantino ‘incriminato’, intendiamo questo: quando viene chiesto a un inquilino di passare sotto un privato oppure andare ad abitare a Lastra a Signa in un alloggio popolare di fatto lo si costringe ad abbandonare la casa in cui vive e allontanarsi da Firenze.
Anche a causa di queste dichiarazioni siete stati denunciati per turbativa dell’ordine pubblico. L’assessore ha parlato di allarmismo non fondato.
Devo dire che questo ha reso evidente quello che già sapevamo: questa Giunta, che si fa paladina dei principi del Social Forum e delle forme di democrazia partecipativa di Porto Alegre finisce poi col comportarsi in piena contraddizione con il pensiero libero: opera attraverso denunce. Continuiamo a pensare che sia campione del neoliberismo ed esecutrice del Fondo Monetario internazionale.
Lo stesso comportamento avuto a proposito delle opere pubbliche in atto – tutte con una scarsa ricaduta a livello sociale ma con costi onerosi sia in termini economici che di disagio – ce lo conferma: il sindaco ha deciso di far andare comunque avanti nei lavori la ditta Tognozzi e Baldassini nonostante la sospensiva del TAR; se lo avesse fatto Berlusconi si sarebbe parlato di regime!
Cosa pensate di fare?
A livello locale stiamo organizzando il censimento delle alloggi popolari sfitti presenti nel comune, che a quanto ci risulta sono un numero cospicuo. Inoltre vogliamo allargare la problematica includendo la questione Patrimonio SPA, ovvero la privatizzazione dei monumenti pubblici voluta dal Governo: anche questa una operazione pericolosissima che toglie identità culturale e sociale alle persone.

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