23 settembre 2018

La Fortezza delle persone

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Oggi su Firenze il cielo è azzurro e l’aria sembra pulita. Sul prato della Fortezza si affolla un sacco di gente, chi si riposa, chi mangia, chi chiacchiera e chi discute, chi gioca col cane e chi con il bambino. Le facce sono tante, e tanti gli accenti diversi, dialetti e lingue dall’Europa e dal mondo che qui si ritrovano e si conoscono, anzi, si riconoscono. All’improvviso succede qualcosa, dalla balconata cala uno striscione, è enorme, bianco, c’è un diamante sopra, ma subito un secchio lo inonda di vernice rossa, e partono gli slogan “Globalise rights, stop conflicts on diamonds!”. È una campagna di Amnesty sul costo dei diamanti, i cui profitti in tutta l’Africa finiscono col finanziare acquisto di armi e quindi guerra, guerriglia, morte. Sotto lo striscione mi siedo accanto a due ragazze, avranno vent’anni, non sono di qui, le sento che parlano del cuore della gente, sono curiosa, chiedo. “Siamo rimaste commosse dalla gentilezza dei fiorentini, raccontano alle mie orecchie incredule, “pensa che ieri eravamo con un amico che non stava bene, abbiamo fermato una macchina chiedendo un passaggio fino al bus, la signora invece ci ha portato prima in farmacia poi all’albergo! E ieri invece un ragazzo, anche un po’ fighetto, ci ha regalato il biglietto del bus, ma in genere tutti…” Quelli che non sono scappati, penso io, quelli che non si sono chiusi in casa o dietro i bandoni…
Ma qualche fiorentino, guarda un po’, si trova anche al Forum. Per esempio questa signora con le stampelle, non sarà mica venuta da lontano? “Io sto proprio qui dietro, in via Faenza, ho portato il mio figliolo e due amici suoi. Li ho portati anche per tranquillizzarlo, perché domani si va al corteo e lui si è preso un po’ paura. Questa campagna è vergognosa, la gente è andata via, trovo parcheggio sotto casa nemmeno fosse Ferragosto! Ieri poi mi sono storta una caviglia e al CTO tutti col muso perché devon garantire la presenza! Dov’è la novità? Se c’era il Papa era uguale, o la partita! I bambini si son divertiti, han preso tutti gli adesivi, alla fine si è fatto un po’ la spesa, ma insomma è sempre un contatto!” Degli adesivi presi, uno ce l’hanno sui maglioni, c’è scritto in greco “Fermate la guerra”, è come un segnale stradale, un divieto di bombe.
Per mangiare c’è una fila mostruosa, mi accontento di un pasto frugale e mi godo la sedia, accanto a me risate e allegria, forse grazie al vino? Me ne offrono un bicchiere, bianco, biologico, buono. Sono due ragazzi francesi in compagnia di una signora italiana. Antoine è di Nancy, ha una maglietta dell’internazionale socialista ma per caso, dice, l’ha presa perché era di un buon tessuto! Ha dormito la prima notte in macchina, poi al Palasport con Attac, poi da delle ragazze, stasera… non lo sa. Ma non sembra preoccupato, anche se ha freddo. “Conosco poco l’Italia, credevo ci fosse il sole! All’inizio mi guardavano male perché avevo il pass, poi credo la gente abbia capito che siamo non violenti, che siamo gente normale. Firenze… c’est magnifique! Tornerò.”
Tra gli stand delle associazioni c’è una gran ressa. Difficile soffermarsi e trovare un varco per scattare una foto… Lilliput, i Disobbedienti, la Marcia delle Donne… c’è una persona tra le altre che vorrei fotografare. Io conosco quel viso, ma lui non sa chi sono… Signor Giuliani, le dispiace…? Dietro gli occhiali non capisco se è stanco, forse stufo, però mi accontenta, proprio accanto a quel disegno di Vauro che ci sta così bene… Flash! Grazie, mi scuso. Lui non risponde e mi abbraccia.

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