La foresta che fu

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La distruzione delle ultime foreste millenarie è divenuta un’emergenza mondiale. L’80% circa delle foreste che ricoprivano la superficie del pianeta sono già perdute. Questo processo si è acuito negli ultimi trent’anni a danno dei paesi del sud del mondo minacciando milioni di piante e animali e mettendo in pericolo interi popoli che vivono e si nutrono dei prodotti delle foreste.
L’Amazzonia, che rappresenta il 45% delle foreste tropicali del mondo ed ospita la metà di tutte le specie conosciute, è oggi teatro di una devastazione senza precedenti. Allevamento, monocolture di soia, estrazione di legname, grandi progetti industriali e di sviluppo, grandi arterie di collegamento, oleodotti e idroelettriche aggrediscono la foresta da ogni lato penetrando fino agli angoli più reconditi.
Questo processo portato avanti da piccole e grandi corporazioni economiche e spesso incoraggiato dai governi locali, è accompagnato da esclusione sociale, sfruttamento, illegalità e da uno stato di perenne conflitto per la terra da parte delle popolazioni autoctone espropriate regolarmente dei loro territori. Fino al 1970 circa il 99% della foresta amazzonica era intatta, oggi un’area equivalente alla superficie della Francia è totalmente distrutta ed il trend sembra in ascesa: nel 2002 sono stati deforestati 25.500 km2 con un aumento del 40% rispetto al 2001 (dati ufficiali INPE).
Lo stato del Parà in Brasile è un esempio emblematico: è il principale produttore ed esportatore di prodotti in legno dell’Amazzonia brasiliana ed è noto per il suo assalto alla foresta. Dapprima si estrae il legname di valore, poi l’area é incendiata per farne pascoli che per le caratteristiche del suolo amazzonico diverranno improduttivi dopo pochi anni.
Greenpeace e Imazon (Istituto Amazzonico Uomo e Ambiente) stimano che l’80% dell’estrazione di legname è illegale. Invasione di aree demaniali e indigene, corruzione e omicidi fanno del Parà uno stato senza legge. In Parà tra il 1985 ed il 2001 804 lavoratori rurali sono stati uccisi. Nelle aree più remote si assiste a moderne forme di schiavitù. Secondo la Commissione Pastorale per la Terra in questo stato ci sarebbero 25.000 lavoratori rurali in condizioni di schiavitù. Rappresentanti di associazioni non governative, leader di comunità e perfino tutori della legge che lottano contro la deforestazione sono in costante pericolo di vita.
Anche l’Italia importa legname dall’Amazzonia. Per non essere complici di questa situazione compriamo legno e carta FSC (Forest Stewardship Council), una certificazione che garantisce prodotti di provenienza da foreste gestite in modo corretto per l’uomo e l’ambiente.
Per informazioni: www.fsc-italia.it/ e www.greenpeace.it/.

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