La distanza non è mai troppa

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Ragioni ambientali e sanitarie rendono improponibile la presenza di aeroporti nei pressi delle città e la tendenza europea è quella di costruire ex novo o potenziare aeroporti sensibilmente distanti dalle metropoli e dai centri cittadini. Oltre allo scontato inquinamento da combustioni, alcune nuove indagini ci avvertono dei non meno pericolosi rischi da inquinamento acustico. Il rumore non provoca solo insofferenza, ma anche disturbi dell’attenzione, impossibilità a concentrarsi e a dormire, e l’“annoyance”, i fenomeni di fastidio, che si manifestano con una scontentezza generica, che può degenerare in un persistente malumore e in aggressività. I danni fisici sull’organismo vanno da quelli provocati all’udito, a effetti psico-fisici più complessi. Si tratta di reazioni riconducibili allo stress e che si manifestano con vere e proprie turbe, scompensi cardiovascolari, disturbi digestivi e respiratori.
Si deve quindi salutare come un successo la direttiva europea 2002/49, che riguarda il rumore ambientale cui è esposto l’essere umano. Entro il 2005 gli stati membri saranno tenuti a notificare alla Commissione i valori limite in vigore o in preparazione e applicabili al rumore del traffico veicolare, ferroviario e aereo in prossimità degli aeroporti. L’impatto acustico è dunque entrato nel mirino.
Qual è la situazione degli aeroporti europei? Nell’Europa occidentale operano 73 aeroporti con oltre 1 miliardo di passeggeri l’anno. Poco meno di un quarto si addensa nei sistemi aeroportuali di Londra (88 milioni) e Parigi (59 milioni). Seguono a grande distanza Francoforte (39), Amsterdam (28), Roma (24) e Madrid (22 milioni di passeggeri). Queste sei metropoli europee di massimo livello smaltiscono il 40% del traffico aereo del continente. Il sistema aeroportuale italiano è bipolare: Roma (24) e Milano (16,4 milioni di passeggeri). Le metropoli regionali, secondo gli standard europei, sono male attrezzate: Napoli (3 milioni), Bologna (2,2), Torino (2), Firenze (1), Genova (900mila). Si interpongono nella graduatoria Verona (1,3) e Pisa (1 milione).
Dove si trovano i maggiori aeroporti europei rispetto alle metropoli? Uno dei più vecchi aeroporti inglesi è Heathrow, a sud ovest di Londra. Quando è stato costruito probabilmente era ragionevolmente lontano dalle aree residenziali, ma con la crescita tentacolare della capitale inglese Heathrow è venuto a trovarsi a una distanza raggiungibile con la rete metropolitana cittadina. Ma è un’eccezione, ed è stato depotenziato dai numerosi aeroporti successivamente costruiti: Gatwick, Luton, Stanstead. Tutti questi più recenti aeroporti si trovano molto lontani dal centro cittadino, e per raggiungerli è necessario prendere un treno. Il servizio tuttavia è efficiente: il viaggio dura circa 45 minuti, e il servizio espresso parte ogni 15 minuti. La tendenza è questa un po’ ovunque in Europa. Il Charles de Gaulle di Parigi si trova a Roissy, e per arrivarci occorre prendere la RER, una linea metropolitana a lunga percorrenza, circa mezz’ora di viaggio. L’aeroporto di Francoforte, il più grande della Germania, è invece raggiungibile in dieci minuti col treno grazie ad un’apposita linea. Quello di Bruxelles, il Charleroi, si trova decisamente fuori dalla città, nei pressi appunto dell’omonima città di Charleroi. In ognuna di queste città ci sono molteplici servizi per raggiungere l’aeroporto: bus, navette, trenini, metropolitane. Scomodo? Può darsi, ma gli utenti lo sanno, e si organizzano. L’Europa, insomma, non è stata ad attendere una direttiva europea per allontanare gli aeroporti dai centri urbani, ma anche in altri paesi ci sono state scelte radicali in tal senso. Il caso più spettacolare è l’aeroporto di Hong Kong, il Kai Tak Airport a Kauloon. Chiunque sia stato a Hong Kong prima del 1998 avrà ammirato con un brivido lo spettacolare atterraggio in mezzo ai grattacieli. Dal 1998 l’aeroporto è stato trasferito nell’isola di Lantau, a 40 minuti di bus dall’isola di Hong Kong. Una scelta assolutamente rispettosa verso gli abitanti di Kauloon, probabilmente salutata con irritazione dai business men, e dai turisti. I politici locali hanno preso una decisione coraggiosa, forse impopolare, ma sicuramente corretta e perfettamente in linea con le scelte dei principali centri urbani del mondo.

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