La Cassazione dice sì ai referendum

image_pdfimage_print

Via libera della Corte di Cassazione sugli articoli 18 e 35 dello Statuto dei lavoratori. Lo scorso 12 dicembre la Corte ha notificato ai promotori (Rifondazione, Fiom-Cgil, Verdi) l’ordinanza definitiva, con cui sono state giudicate conformi alle disposizioni di legge le richieste di consultazione. Sufficienti quindi le 700 mila firme presentate, e corretto il modo in cui sono stati posti i quesiti. E’ stata inoltre accettata la loro distinzione, anche se in un primo momento era stato richiesto di accorparli. Le sei richieste di consultazione popolare riguardano, oltre ai due articoli dello Statuto dei lavoratori, anche il divieto di residui tossici negli alimenti, l’abrogazione della servitù di elettrodotto, i rifiuti speciali e i contributi alle scuole private.

Adesso tocca alla Corte Costituzionale. Il prossimo 14 gennaio sarà la Consulta a dover valutare la conformità alle norme della Costituzione, che vieta i referendum su leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, e di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.
Con questo atto fondamentale, per i promotori dei referendum, si apre la via al voto popolare della primavera del 2003 per l’estensione dei diritti e delle tutele previste dallo Statuto dei lavoratori anche a chi opera in aziende con meno di 15 dipendenti. In caso di vittoria, infatti, sarebbero estesi sia la tutela contro il licenziamento che i diritti sindacali, come, ad esempio, poter svolgere assemblee sui luoghi di lavoro ed affiggere documenti in bacheca.
Il provvedimento della Suprema Corte, quindi, ha rafforzato le ragioni che hanno spinto il comitato promotore a raccogliere le firme dei cittadini italiani, e si è sentito ulteriormente motivato nel proprio impegno. Per questo motivo, sono state lanciate due proposte “per contribuire al successo della giusta causa della libertà e della dignità nei luoghi di lavoro”. La prima consiste nell’immediato avvio della costituzione dei comitati regionali per i 2 Si, a partire dai luoghi di lavoro e con una grande apertura alla società, alle personalità della cultura, alle associazioni e alle forze politiche. La seconda promuovere una giornata dei diritti da costruire insieme con tutti i soggetti sociali e politici che condividono ispirazione e ragioni di questa battaglia.
Meglio riposarsi durante le feste natalizie, il prossimo anno sarà impegnativo per tutti.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *