19 settembre 2018

La Strage di Viareggio. Domani al Puccini "Non c'è mai silenzio", a sostegno dei familiari

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“Emanuela e le altre vite, ho raccolto le loro memorie”

di Roberto Incerti per Repubblica

Uno spettacolo che è un´orazione civile, una voce lontana sempre presente, soprattutto una testimonianza: quella della strage ferroviaria di Viareggio avvenuta il 29 giugno 2009. L´attrice-affabulatrice viareggina Elisabetta Salvatori sarà martedì prossimo al Puccini con la prima nazionale di Non c´è mai silenzio dove lei – sola in scena, accompagnata dal violino di Matteo Ceramelli – racconta quella drammatica notte della storia d´Italia. La Salvatori – che nella sua abitazione di Forte dei Marmi ha creato un bel teatrino di 60 posti dove recita le fiabe ai bambini – ha già incantato il pubblico raccontando con poesia la strage di Sant´Anna di Stazzema, le storie di partigiani versiliesi, le vite spericolate di artisti quali Campana e Ligabue. La Salvatori è uno scricciolo che sa incantare con l´arte del racconto, le sue parole mostrano l´invisibile, fanno vedere castelli che non esistono, fate, mari lontani.

Elisabetta Salvatori, com´è nata l´idea di questo spettacolo-verità, di quest´opera di magico realismo?
«Subito dopo la strage avevo pensato ad uno spettacolo, che per pudore non ho mai fatto. Poi l´idea mi è stata proposta da due associazioni: “Assemblea 29 giugno” composta da ferrovieri e cittadini e “Il mondo che vorrei” costituita da parenti delle vittime. Il giorno 29 di ogni mese viene fatto a Viareggio un evento che termina all´ora della strage, le 23.50. In quel momento la campana di via Ponchielli batte 32 rintocchi, a ricordare il numero delle vittime».

Parliamo dello spettacolo.
«Le mie parole certo non possono aggiungere niente al dolore. Lo spettacolo cerca di restituire poesia a tutte le vite che sono state tagliate da questa tragedia. Ecco, io provo a restituire la grandezza che c´è nelle vite piccole. Il racconto vuole essere memoria e soprattutto speranza».

Come si è documentata?
«Ho raccolto emozioni: ho passeggiato per via Ponchielli ed ho parlato con tutti i parenti delle vittime. Non ne sono venuti fuori racconti di morte, ma è venuta fuori l´immagine di una strada in cui gli immigrati erano integrati. Gli odori delle arselle versiliesi convivevano con quelli delle spezie magrebine».

Ci racconti in anteprima dei racconti che lei farà nello spettacolo.
«Racconterò la storia di Emanuela, morta a 21 anni mentre giocava a carte con un´amica: era bellissima, i suoi occhi sorridevano. Da poco aveva aperto un´agenzia immobiliare. Disse ai genitori: con la prima casa che venderò regalerò al babbo una moto ed alla mamma un cane. Non ce l´ha mai fatta a vendere una casa: però il suo cane si è salvato, con le orecchie bruciacchiate, ma si è salvato. Adesso questo canino è diventato quello della madre e i soldi che ha dato il Comune ai familiari delle vittime erano proprio quelli che servivano al padre per comprare la moto: non una consolazione certo, ma un segno del destino».

Poi?
«Poi c´è la storia di Andreina, che ha trascorso tutto la vita a vendere bambole mignon fatte all´uncinetto in via Ponchielli. Lei morì un po´ di tempo prima della strage».

In Non c´è mai silenzio si parla anche di responsabilità.
«Ci sono gli indagati e dirò chi sono. Parlo di una revisione del treno che non c´è stata, racconterò di una velocità troppo elevata per un convoglio che in gergo ferroviario era definito un “treno bomba”. Parlerò del ferroviere Riccardo Antonini, licenziato per essersi schierato dalla parte dei familiari delle vittime».

Lei canterà anche.
«Accennerò La locomotiva di Guccini e farò Povera patria di Battiato».

Il suo teatro è fatto di fiabe per bambini e di racconti di stragi. Cosa accomuna le due cose?
«Nelle fiabe ci sono sempre dei personaggi cattivi, proprio come nella vita, nella politica di tutti i giorni. Se dovessi definire il mio teatro penso ad una frase di Guccini tratta dal Il vecchio e il bambino: “il bambino disse al vecchi con voce sognante, mi piaccion le fiabe, raccontane altre”».

Dopo il Puccini lo spettacolo sarà il 17 gennaio a Lucca.

0 Comments

  1. fiorenza

    ho visto lo spettacolo,è stato molto bello e toccante,la brava attrice e cantante Elisabetta mi ha commossa e mi rendo conto del dolore sovrumano della signora che ha perso la figlia e,per altro verso delle rimostranze del ferroviere scacciato dal lavoro per aver dato noia all’amministratore delegato Moretti.è lui che andrebbe cacciato,invece in questa italia è stato riconfermato.poi si dice che la gente è stufa marcia e che spera che tutto cambi.

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