14 novembre 2018

La Storia nascosta in soffitta: “Firenze in guerra” fa appello ai fiorentini

image_pdfimage_print

Alessia Benelli per l’Altracittà

Tutti abbiamo cumuli di fotografie, che in molti casi ormai non ci sono più, ed anche perché sappiamo che fanno parte della storia, di quella di tutti noi, che si ricostruisce non solo raccontando le gesta dei grandi ma anche la quotidianità di un tempo.

“Firenze in guerra 1940-1944” è l’ultimo progetto dell’Istituto storico della Resistenza in Toscana, che vuole studiare le condizioni economiche, sociali e culturali della provincia di Firenze durante la seconda guerra mondiale. L’iniziativa – curata dagli storici Enzo Collotti, Francesca Cavarocchi e Valeria Galimi – è particolarmente innovativa perché coinvolge direttamente la popolazione, invitandoci a cercare in casa ricordi che risalgono a quel periodo -1940/1944-, per farli esaminare ed eventualmente riprodurli o fotografarli, e poterli poi esibire in una mostra dedicata all’esperienza della città durante il secondo conflitto mondiale.

«L’Istituto – ha detto la dottoressa Galimi, tra i responsabili di “Firenze in Guerra” – è interessato a reperire materiali come: diari scritti nei mesi della guerra e dell’occupazione, lettere e carteggi originali, fotografie dell’epoca, oggetti d’uso quotidiano, come tessere annonarie, quaderni di scuola, indumenti o “reperti” bellici quali cartelli, manifesti, cassette sanitarie… Non si tratterebbe di donare questi materiali ma di segnalarcene l’esistenza. Per la prima volta si cercherà di comprendere la vita quotidiana della città durante tutto il periodo della guerra. Ci sono diverse ricerche sulla Firenze di quegli anni ma riguardano soprattutto l’occupazione nazifascista e le tematiche dell’antifascismo e della Resistenza, mentre manca un approfondimento sulla società fiorentina durante il conflitto».

L’indagine sarà condotta dalle due ricercatrici sotto la supervisione scientifica di Enzo Collotti, professore emerito dell’Università di Firenze: insieme spulceranno gli archivi della città cercando reperti inediti del periodo. Invece di pubblicare gli esiti della ricerca in un volume, che sarebbe probabilmente rimasto appannaggio dei soli addetti ai lavori, il progetto intende diffondere i risultati di questa indagine con l’allestimento di una mostra. «A Firenze non esiste un museo della città – ha proseguito Galimi – c’è solo il museo “Firenze com’era”, temporaneamente chiuso, che raccontava la storia della città fino all’800; l’amministrazione ha intenzione di riaprirlo in una nuova sede. Questa nuova struttura potrebbe ospitare i materiali che raccoglieremo in questo progetto. Firenze è una città viva, ha rivestito un ruolo significativo anche nel corso del XX secolo, ma troppo stesso rimaniamo arroccati nella celebrazione della Firenze rinascimentale».

“Firenze in guerra: 1940-1944” è soltanto all’inizio ed è potuto partire grazie ad un piccolo contributo da parte della Regione Toscana. Per riuscire a completare il progetto e soprattutto allestire la mostra sono necessari ulteriori finanziamenti. «Siamo alla ricerca – ha concluso Galimi – di soggetti che siano in grado di sostenerci: pubblici e privati. Rischiamo che l’iniziativa sia interessante solo per gli storici, invece vogliamo diffondere l’idea che la storia della città riguarda tutti i cittadini”.

Chi fosse interessato, e  soprattutto chi pensa di avere qualcosa di utile per il progetto, può contattare l’Istituto storico della Resistenza in Toscana (via Carducci, 5/37 Firenze, tel 055/284296) mandando una mail a firenzeinguerra@gmail.com.

0 Comments

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *