La Somalia chiede aiuto, i volontari Msf denunciano

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di Giada Tognazzi

Aumenta sempre di più il numero degli sfollati in fuga da Mogadiscio, capitale della Somalia, dove sono ripresi i bombardamenti di una guerra civile su cui ormai si è perso ogni controllo. Un conflitto in cui si scontrano il Governo Federale Transitorio e le milizie degli Al-Shabab, legate ad Al Quaeda, che sono ormai padrone dei due terzi del paese. Da entrambe le parti sono pesanti le continue violazioni dei diritti umani ai danni dei civili che vengono uccisi, torturati, stuprati.
La lotta si lascia alle spalle una popolazione sfinita e umiliata, che adesso vede anche ridursi drasticamente la possibilità di assistenza sanitaria: Medici Senza Frontiere vista l’estrema pericolosità della situazione ha dovuto chiudere i suoi centri di salute nella zona. “È la prima volta nei 17 anni in cui MSF lavora a Mogadiscio – ci dicono i volontari dell’organizzazione internazionale – che gli operatori sono costretti a fuggire per salvarsi”. E con essi è in fuga l’intera popolazione. Sono circa 200 mila, solo negli ultimi mesi, le persone costrette a lasciare la città.
La tragica situazione che sta vivendo il popolo somalo in questi mesi, e con lui chiunque sia obbligato ad abbandonare la propria terra per sfuggire a una guerra assurda e a un destino di morte e povertà, ci pone davanti, più scottanti che mai, urgenti interrogativi. Sarebbero questi i delinquenti che, mandati da organizzazioni criminali, si apprestano ad attaccare le coste italiane su pericolosi gommoni? Sarebbero dunque queste le persone che, nel rispetto delle nuove norme sulla sicurezza introdotte dall’attuale Governo, una volta giunti nel nostro paese dovremmo arrestare per reato di clandestinità?
Molti somali, alcune decine, sono arrivati anche a Firenze. L’accoglienza per loro non è stata delle migliori. Solo il Movimento di lotta per la casa è riuscito ad ospitarli in stabili occupati, sollecitando così l’attenzione dell’opinione pubblica. Con fortune alterne, considerato che per molti andrebbero respinti di nuovo in Somalia.

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