La soluzione finale

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Una donna tunisina di 49 anni si è impiccata nel Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria, a Roma. Nabruka, in Italia da 20 anni, sposata, e madre di un figlio, da qualche tempo non aveva più permesso di soggiorno e sarebbe stata quindi espulsa e rimpatriata in Tunisia.
Nelle stesse ore, il ministro Maroni si vantava di aver rispedito indietro verso la Libia barconi carichi di disgraziati, che, dopo aver sopportato la traversata del deserto e del mare, si sono visti ricacciare nell’inferno dei lager libici, dove stupri e torture sono all’ordine del giorno. Il premier Berlusconi non ha avuto alcun pudore ad affermare l’incredibile balla che queste folle di migranti non sono poveri in cerca di una vita migliore o in fuga da guerre e persecuzioni, ma manodopera ordinata per posta dalle organizzazioni criminali. Un altro emerito ministro, La Russa, ha in sostanza detto che lui, del Commissariato per i Rifugiati e delle Nazioni Unite, se ne frega.
A quando i rastrellamenti e la distribuzione delle stelle gialle?

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