La Sinistra toscana incontra Enrico Rossi. "Un'armata brancaleone", nel racconto di uno dei protagonisti

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Sul diritto alla salute dei cittadini (sì agli inceneritori), sul modello di sviluppo economico (una governance moderata del liberismo) Enrico Rossi, il candidato del Pd alla guida della Regione Toscana, è agli antipodi delle politiche auspicate dalla base elettorale dei partiti della vecchia Sinistra Arcobaleno. Nonostate ciò le trattative della sinistra radicale per un posto al sole nel governo regionale vanno avanti. A quanto pare in maniera buffa, burrascosa e infine tragica. Ecco come Eugenio Baronti (assessore in quota Rifondazione nella giunta Martini e oggi in Sinistra Ecologia e Libertà) racconta l’ultima riunione tra Rossi e… non si sa bene chi: forse come dice lo stesso Baronti “un’armata Brancaleone”.

N.b.: Questa mail è apparsa in una lista di discussione pubblica, aperta a tutti, quella della Sinistra unita e plurale. Ci permettiamo perciò di pubblicarla integralmente, visto che altrimenti nessuno verrà mai a sapere come un’area politica, che della trasparenza e dell’accesso alle informazioni dovrebbe farne un credo, gestisce le trattative elettorali. E intanto “fuori dalle stanze” decine di migliaia di elettori con valori di sinistra non sanno per chi votare.

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Vignetta sinistra...

Cronaca di un incontro tra tutti i partiti della sinistra e il candidato del Pd alla presidenza della Regione Toscana Enrico Rossi

di Eugenio Baronti

Giovedì 4 febbraio ho assistito all’incontro di tutte le forze della sinistra con il candidato Rossi,  la scena che mi si è presentata davanti è stata a dir poco imbarazzante; una foltissima, disordinata armata Brancaleone ha riempito la sala presendandosi in ordine sparso al tavolo del candidato PD, una ulteriore eclatante dimostrazione di debolezza e impotenza della sinistra  che, in questo delicato momento e in quella  particolare circostanza, potevamo perlomeno cercare di evitare. Un affollamento dovuto, non solo alle tante sigle presenti, in cui si è fratumata e dispersa la sinistra, ma anche dalle differenziazioni interne a ciscuna di queste delegazioni, perchè,  ad oggi, non bastano più nemmeno 7/8 partitini e gruppi per dare una rappresentanza politica seppur articolata alla sinistra, c’è bisogno di una ulteriore suddivisione in sottogruppi interni.. Mi chiedo, e vi chiedo: quale peso politico, autorevolezza e credibilità può avere una sinistra che si presenta ad un appuntamento politico elettorale in queste condizioni?

Nonostante questo devo dire che il livello e la qualità dei diversi interventi, tranne qualche eccezione, è stato buono. Le critiche e le proposte di integrazioni e modifiche sono state comuni a tutti; comune è stata anche la valutazione politica dell’incontro giudicato positivo e incoraggiante. Ci siamo lasciati con l’impegno a fornire un documento che raccogliesse le proposte per modificare il programma elettorale nella ricerca di un accordo programmatico politicamente accettabile e dignitoso per la sinistra. Il semplice buon senso, più che l’intelligenza e l’abilità tattica e politica, avrebbe consigliato a tutti di mettere da parte, per almeno un paio d’ore, divisioni, rancori, dietrologie varie, concordando insieme gli emendamenti per  spedirli al  PD e al candidato Rossi unitariamente dicendo semplicemente: questi sono i nostri contenuti unitari irrinunciabili sui quali costruire e rilanciare la futura coalizione di centro sinistra. Invece? Niente, ancora una volta ha prevalso la sindrome autodistruttiva e suicida del meglio morti che uniti. Sarebbe stato nell’interesse di tutti, ci avrebbe dato  più  peso politico contrattuale che non sarebbe andato a vantaggio di nessuno in particolare ma avrebbe dato un segnale più forte per affermare contenuti programmatici più avanzati. Sinceramente non riesco a comprendere  quale logica possa star dietro a questa incompresibile scelta, forse il tentativo di ingraziarsi il candidato, dimostrando di essere più buoni o più bravi per ottenere sulla pelle degli altri qualche concessione e qualche rassicurazione in più per i futuri equilibri politici? No, non voglio crederci, mi rifiuto solo di pensarlo,  preferisco pensare che sia solo per incapacità e stupidità politica.

Penso che queste azioni e  comportamenti stiano  letteralmente disgustando quel popolo di sinistra che ancora non si è rassegnato e desidera, nonostante tutto, andare ancora a votare e che, di fronte a questo spettacolo, si sente profondamente offeso e umiliato. A 45 giorni dal voto non si sa ancora quali saranno e quante saranno le liste a sinistra, la discussione è stata sequestrata dai diversi gruppi dirigenti, tenuta chiusa dentro stanze tra pochi intimi distanti mille miglia dal senso comune di quel popolo in nome del quale, proprio loro, dovrebbero offrire prospettive politiche di trasfornmazione e speranze di cambiamento.

Fuori ci sono decine di migliaia di uomini e donne che non si sentono più rappresentati e che vorrebbero continuare a votare a sinistra ma  che sono messi di fronte ad una disperante alternativa tra disertare le urne, come già fanno in molti, turarsi il naso e votare PD o dare un voto inutile, ininfluente a qualche partitino che ritiene in cuor suo di avere la verità in tasca. Siamo  in una situazione paradossale  in cui, reciprocamente, ognuno spera nella morte dell’altro per poterne trarre qualche improbabile beneficio e in questa attesa desiderio si sta consumando la tragedia della morte annunciata di tutta la sinistra..

E’insopportabile anche  il gioco delle parti e il rimpallo delle responsabilità dove ognuno attribuisce all’altro le responsabilità della mancata unità, la colpa e sempre degli altri. Chi è per l’unità faccia i propri passi per favorirla in modo chiaro e trasparente, gli elettori sapranno giudicare e attribuire le giuste responsabilità.

A  tempo quasi scaduto, chiedo per l’ultima volta, per quel che conta e per quel che vale, un atto di coraggio, di buona volontà, un segnale di responsabilità politica per  costruire  una lista unitaria aperta di tutta la sinistra per la Toscana come primo passo per riprendere un percorso di rinascita e di unità, per raccogliere positivamente quel desiderio e quella domanda forte ad “unire le forze”, che proviene da una sinistra diffusa che c’è, è viva ed impegnata in mille modi e forme  nelle tante articolazioni democratiche della società civile. A quei compagni che in queste ore hanno un qualche potere di decidere, dico fate attenzione, siete arrivati sull’orlo del precipizio fate un passo indietro perchè un’altro passo in avanti, nella solita direzione determinerà la nostra fine.

0 Comments

  1. Eugenio Baronti

    solo una precisazione, non ho aderito a Sinistra ecologia e libertà. Fino al 2009 ho avuto in tasca la tessera di rifondazione anche se il mio rapporto con il PRC è stato nell’ultimo anno molto conflittuale. Attualmente non ho tessere e sono impegnato politicamente nel mio territorio in Sinistra per Capannori, una esperienza unitaria e viva di una sinistra che è stata capace di unirsi e di aprirsi alla società e ad esperienze nuove cresciute fuori dalla tradizione e attive nei movimenti.

    Eugenio Baronti

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