24 settembre 2018

La ribalta più utile a 19 anni dalla strage dei Georgofili

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Nella notte fra il 26 e il 27 maggio 1993 il perverso intreccio tra politica e mafia uccide cinque persone con una bomba nei pressi della storica Torre dei Pulci, tra gli Uffizi e l’Arno. Sono Caterina Nencioni (50 giorni di vita), Nadia Nencioni (9 anni), Dario Capolicchio (22 anni), Angela Fiume (36 anni), Fabrizio Nencioni (39 anni); altre 48 persone rimangono ferite. Ecco come pochi giorni fa il sindaco ha ricordato l’evento. Speriamo che stanotte alle 1.04, durante la manifestazione che ricorda la strage, sappia fare di meglio.

di Fernando Romussi

Il 23 maggio 2012 essendo in città per impegni familiari (nipotini) e avendo letto della Cerimonia ai Gergofili alle 11.30 per commemorare in un luogo purtroppo storico e simbolico delle stragi che non hanno ancora visibilità sui mandanti (oppure si sanno ma non si possono pronunciare pena una pesante querela milionaria…), abbiamo deciso Graziella ed io di andare a dare un contributo di solidarietà.

In Via Por Santa Maria alle 11,15 troviamo un bellissimo corteo con figuranti del trecento fiorentino, con tamburini e chiarine e stendardi dei quartieri. In testa, dietro il gonfalone di Firenze, un Sindaco giovane con fascia tricolore, che manifesta in modo plateale la sua soddisfazione per essere lì a capo di quel corteo, con sorrisi e gesti della mano a destra e a manca e con la voce a chi per conoscenza o adulazione gli indirizza un saluto.

Bello, aitante, colpito dai flash delle centinaia e centinaia di fotografie scattate dai turisti gratificati in modo inaspettato da cotanto spettacolo. I costumi sono bellissimi, l’incedere dei rappresentanti della borghesia di allora è maestoso, le dame, con i loro cesti colmi di petali di rose, paiono veramente uscite dal passato con le loro sembianze che denunciano una discendenza diretta dalle loro tristrisavole.

Il corteo supera l’angolo che porta alla Torre delle Pulci e muove verso il Ponte Vecchio. Stupiti, chiediamo lumi a una vigilessa. Risposta: sono già stati ai Gergofili (ma come sono sempre informati a puntino questi vigili vigili). Seguiamo quindi il corteo sino al Ponte Vecchio e qui scopriamo l’arcano mistero: si tratta in verità di un’altra cerimonia. Il 23 maggio, data fissa, ricorre la tradizionale cerimonia della Fiorita, a ricordo della morte di Girolamo Savonarola, con corteo storico in Piazza della Signoria e scenografico lancio di fiori nell’Arno. I turisti si affollano sul Ponte Vecchio, scattano foto al Sindaco, sorridente, affabile con le fanciulle del corteo e sempre più convinto nella sua fiera convinzione di vivere un momento di piena visibilità mediatica, nazionale e internazionale.

Dispiaciuti per aver mancato la cerimonia alla quale volevamo portare il nostro piccolo contributo, ci avviamo ugualmente verso il monumento con l’ulivo centennario che celebra la follia del 27 maggio 1994. E qui sorpresa: la cerimonia deve ancora avere inizio. Vi sono una trentina di persone. Il Presidente del Consiglio comunale, Eugenio Giani con a fianco rappresentanti dei Comuni dell’Area fiorentina e molti Consiglieri comunali di Firenze, tiene un breve discorso commemorativo della strage del 23 maggio 1992 a Capaci con l’uccisione del Giudice Falcone, di sua moglie Francesca Morvillo e di tre uomini della scorta. Poi raccorda tale strage all’attenato del 27 maggio 1994 con il Fiorino parcheggiato a pochi metri dalla Torre delle Pulci che, grazie alle fondamenta in pietra del trecento, crolla in parte ma non collassa. Ricorda con commozione l’emozione e le immagini di quella notte quando, accorso sul posto, scoprì prezzo pagato dalla famiglia Nencioni, abitanti all’ultimo piano, con 4 morti e i loro corpi raccolti in terra, compresa la neonata Nadia di 50 giorni, e la quinta vittima, il giovane studente Capolicchio.

Rammenta la persistente grave carenza di verità sui mandanti sia della strage a Capaci sia di quella dei Georgofili.

A ognuno di voi pensare quale fosse la cerimonia più importante ma molto molto meno visibile alla quale era doveroso essere presente in qualità di rappresentante eletto dai cittadini di Firenze.

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