La politica italiana sul tavolo autoptico: ecco tutti i costi della casta

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di Gianni Del Panta

Un ultimo boccone amaro. Anzi, amarissimo. Il ciclo d’incontri promosso dalla lista di cittadinanza perUnaltracittà e da prima uscita della nuova collana “ è infatti un volume che riesce a raccogliere la portata e i numeri della degenerazione in corso nelle stanze chiuse del potere nostrano attraverso una raccolta di trentotto infografiche. Una scelta, resa possibile anche dal prezioso contributo di undici grafici e grafiche, che ha permesso di massimizzare l’esigenza di trasmettere informazioni complesse con la rapidità e la semplicità tipici del racconto visivo. L’incontro, che lascia nel pubblico presente un forte senso di rabbia e indignazione per la gestione che i politici di professione riservano alla res publica, vede la presenza, oltre che dei due autori, anche di Vittorio Alvino.

Alvino, presidente di Openpolis.it, associazione che si batte da molti anni per una politica più trasparente e per una partecipazione diretta dei cittadini alle decisioni pubbliche, ritiene determinante per un miglior funzionamento delle nostre strutture democratiche la riduzione di quelle differenze esistenti a livello di conoscenza tra governanti e governati. Gli strumenti in grado di alterare quei rapporti tra elettori ed eletti che spesso si configurano come processi top-down vengono individuati nella rete e nella tecnologia.

L’incipit di Alvino viene subito raccolto da Gianni Sinni, che parafrasando la massima baconiana “sapere è potere”, individua nella limitatezza delle informazioni in possesso del cittadino medio uno dei principali limiti della nostra democrazia. In realtà il paradosso attuale che stiamo vivendo è forse più complesso: infatti, la quantità di informazione che quotidianamente ci raggiunge è infinitamente superiore a quella dei decenni passati, ma la nostra capacità di cogliere la realtà è minore. Per queste ragioni, la divulgazione di informazioni articolate, determinanti per promuovere una cittadinanza consapevole, può passare attraverso nuove modalità che ne facilitino la comprensione e che permettano – come sottolineato da Cristiano Lucchi – un avvicinamento di quei soggetti tendenzialmente poco interessati alla politica.

“Autopsia della politica italiana” è un viaggio, quasi una discesa agli inferi, nei malaffare di un sistema che ogni anno costa ai contribuenti la cifra astronomica di ventitre miliardi di euro. Sotto la lente di ingrandimento dei due autori, con dati e informazioni in gran parte provenienti dai siti di Camera e Senato e da Openpolis.it, finisce l’azione perversa di una Casta che ha contribuito in maniera determinante al progressivo declino dell’intero Paese: dagli sprechi e dai privilegi alla corruzione e all’evasione fiscale, dal conflitto di interessi all’inganno dei derivati.

Noi vi raccontiamo cinque infografiche, particolarmente care agli autori (o che almeno ci sono sembrate tali); le altre le lasciamo alla vostra curiosità. Con la prima infografica scopriamo che i nostri rappresentanti in Parlamento discorrono molto su immigrazione clandestina e pochissimo di cooperazione allo sviluppo, tanto di lotterie e concorsi mentre solo marginalmente di cittadinanza: un ordine di priorità, che se conosciuto, potrebbe non essere molto gradito agli elettori.

Altrettanto sconcerto i sostenitori dell’ormai ex opposizione targata Pd, Idv e Udc lo potrebbero ricavare anche dallo scoprire quante e quali leggi capestro della maggioranza di centro-destra sono passate con i voti favorevoli o con l’assenza dei loro rappresentanti: dallo scudo fiscale al salvataggio dell’Alitalia, dalla “riforma Brunetta” sulla pubblica amministrazione alla norma sui respingimenti e sull’allungamento della detenzione nei famigerati Cie. In testa a questa graduatoria di demerito un parterre de rois (…si fa per dire) in entrambi i rami del Parlamento. Alla Camera: Pier Luigi Bersani, Antonio Di Pietro, Lapo Pistelli, Massimo D’Alema e Giuseppe Fioroni. Al Senato salgono invece sul podio della vergogna: Emma Bonino, Sergio Zavoli e Franco Marini.

La terza infografica ci conduce nel cuore di una polemica decisamente attuale: la differenza tra le indennità percepite dai nostri governanti rispetto ai loro colleghi europei. Così, nel volgere di una gravissima crisi economica e finanziaria che viene scaricata sulle fasce meno abbienti della popolazione, non sarà lieto sapere per molti Italiani che l’indennità percepita dai loro rappresentanti (11.704€) è più che doppia rispetto alla media europea (5.339 euro) e decisamente più elevata di coloro che siedono al Bundestag tedesco (7.009 euro) e alla Assemblée National francese (6.892 euro).

Fra le tante istituzioni che chiedono, secondo la mistificatoria formula montiana, “rigore ed equità”, ma che si guardano bene dall’applicarla quando ci sono in gioco i propri interessi, troviamo anche la Chiesa Cattolica Italiana. Non solamente salvata dal pagamento della tassa sugli immobili, ma beneficiaria di una estesa legislazione alquanto favorevole. Un esempio su tutti: se per entrare nel centro di Roma con la propria macchina ogni cittadino (cristiano e non) è costretto a versare 550 euro annuali, alle autovetture del Vaticano ne sono sufficienti appena 55.

Ai crescenti finanziamenti che, in totale disprezzo della Carta Costituzionale (art. 33), lo Stato destina a scuole ed università private (per oltre la metà cattoliche) si deve aggiungere inoltre l’astronomica cifra che giunge alla Conferenza Episcopale Italiana attraverso l’otto per mille, sul quale permane il silenzio-assenso (ovvero, se non viene specificato da parte del cittadino verso quale istituzione desidera indirizzare il proprio gettito, questo viene automaticamente destinato, con un astruso meccanismo, alla Cei). Interessante è soprattutto mostrare la discrasia tra le pubblicità, che costantemente inducono ad associare l’otto per mille ad azioni caritatevoli, e la reale parte che viene destinata a queste: poco più che briciole.

La quinta ed ultima infografica che vi presentiamo è quella che riguarda la spesa pro-capite per il funzionamento di Consigli Comunali e Giunte Regionali. Il quadro che emerge è un’Italia a macchia di leopardo, con alcune sorprese interessanti. Tra i comuni capoluogo di regione il più virtuoso è Trieste, mentre la medaglia nera la conquista Venezia. Il Consiglio Comunale di Palermo costa ai suoi cittadini decisamente meno di quanto non facciano quelli di Bologna e Firenze con i propri abitanti.

Un prezioso contributo in questo filone di ricerca sulle spese degli enti locali giunge anche da Mirko Balducci, collaboratore di una di quelle associazioni che fa open data in Italia, ma soprattutto da poco laureatosi con una interessante tesi alla scuola di design. Il suo progetto, al quale hanno collaborato Openpolis.it e Linkedopendata.it, nasce dal desiderio di rendere realmente accessibili tutte quelle informazioni sui bilanci dei comuni contenute spesso in migliaia di pagine.

Ricostruendo il flusso di denaro che entra ed esce dalle casse comunali, possiamo così, grazie all’infografica, valutare come vengono spesi i nostri soldi e confrontare le differenti scelte delle varie amministrazioni. Una risorsa preziosa per quei cittadini che si intestardiscono a giudicare l’operato di una amministrazione per come destina le risorse di cui dispone e non per la patinata immagine che riesce a veicolare. Con la speranza che il contributo di Mirko Balducci possa in futuro trovare spazio sugli “Atlanti Civili”, arrivederci al 2012!

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