La Nazione intervista Guido Galli ad Haiti. Ma era già morto. Muore con lui anche il giornalismo?

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Guido Galli "intervistato" dalla Nazione

Am.Ag. (presumibilmente Amadore Agostini). Porta questa firma l’intervista esclusiva al funzionario ONU Guido Galli, raggiunto ad Haiti a poche ore dal terremoto, pubblicata dalla Nazione lo scorso 14 gennaio.

Peccato che il povero Guido Galli fosse già morto in quelle ore, sepolto sotto le macerie provocate dal tremendo terremoto che ha sconvolto il paese caraibico.

Ecco qui sotto l’intervista. Leggete i virgolettati, sono sconvolgenti! Qui trovate invece il comunicato Onu che certifica la morte di Galli.

Chi ha intervistato allora Am.Ag.?

«Solo morte e macerie Scampato per miracolo al disastro di Haiti»
Guido Galli, fiorentino, superstite della sciagura

GUIDO GALLI, fiorentino, 45 anni, è scampato miracolosamente all’inferno di Haiti. Per molte ore sua sorella Francesca e i familiari, qui a Firenze, non hanno saputo nulla di lui: se fosse disperso, ferito, o peggio ancora, morto nel disastro.

I suoi parenti si sono messi in contatto con l’unità di crisi della Farnesina, ma anche i funzionari del nostro ministero degli Affari esteri hanno avuto grandi difficoltà a rintracciare e censire tutti gli italiani che vivono stabilmente nell’isola caraibica squassata dal terremoto, o che magari in questo periodo si trovano là per una vacanza.

Poi, nel tardo pomeriggio di ieri, sono filtrate le prime notizie ufficiali: Galli non è nell’elenco dei feriti né in quello dei deceduti e, alla fine, è stato rintracciato dalla nostra rappresentanza diplomatica.

Poche parole: «E’ stato un inferno — ha detto Galli —. Il mio capo e il collega che stava con me sono morti nel crollo del palazzo in cui in quel momento stavamo lavorando».

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L'intervista a Guido Galli

Lui è scampato alla morte. Solo questo si è saputo, perché le comunicazioni sono praticamente impossibili a causa dei danni provocati dal devastante sisma. Ma è già abbastanza.

E’ già sufficiente per tirare un grande sospiro di sollievo.

Guido Galli, fiorentino, come detto in apertura ha 45 anni. Da tempo lavora per un’ agenzia delle Nazioni Unite che gli ha affidato un importante incarico nell’isola dei Caraibi.

Il palazzo dell’Onu ad Haiti si è accartocciato su se stesso come una sigaretta bruciata in fretta.

Per i colleghi di Galli non c’è stato scampo: lui, invece, è stato scaraventato fuori, sulla strada, e si è salvato, nonostante tutto intorno continuassero a crollare macerie e si levassero grida e immagini di morte.

Guido Galli non risulterebbe neppure tra i feriti e il particolare sta a indicare proprio il fatto che nella distruzione del palazzo non si è contuso.

Non è la prima volta che il funzionario fiorentino si trova catapultto in situazioni pericolose, anche perché per il suo incarico con le Nazioni Unite ha viaggiato molto ed è stato anche in Paesi ‘a rischio’, come per esempio l’Afghanistan, dove la situazione non è certo tranquilla neppure per un operatore di pace come un dipendente Onu. Ma un disastro simile non gli era mai capitato di vederlo. (am.ag.)

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Il 19 La Nazione scrive che Galli è morto

0 Comments

  1. fiorella bomè

    siamo alla frutta. Le vittime, i terremotati che cercano acqua e cibo per sopravvivere definiti “sciacalli”, gli aiuti buttati dall’elicottero “per timore di essere attaccati dalle vittime”, nessun rispetto nè per i morti (Galli) nè per i vivi.

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  2. Gianni Barba

    Un Direttore serio di un giornale di fronte a queste “vergogne” dovrebbe fare in prima pagina un articolo ed un titolo su otto colonne per chiedere scusa ai familiari ed ai suoi lettori e chiedere conto all’estensore dell’articolo. Un articolo spazzatura del quale è sconsigliato il riciclo ,ma il conferimento in una discarica autorizzata di rifiuti pericolosi.

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  3. carlo

    Ora l’Ordine dei giornalisti deve intervenire e radiare, altrimenti sara’ l’Ordine a essere ‘radiato’.

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  4. federica Baggiani

    [Alla Nazione, ndr] Vergognatevi. Se foste un giornale serio, fatto da veri professionisti questo articolo non sarebbe mai stato pubblicato. Il minimo che potete fare è un articolo di rettifica e scuse. non avete nessun rispetto per chi soffre. Vergogna.

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  5. chiara baldi

    Un fatto molto grave, che si commenta da solo. Un giornale che pubblica una cosa del genere, aggiungendo sciacallaggio e offesa al dolore, dovrebbe cessare di esistere

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  6. silva

    Ma gli Italiani hanno memoria corta, continuano a credere a tutte le stupidaggini, e purtroppo anche alle cattiverie, che i giornalisti di regime continuano a rifilarci.
    La vergogna è per loro parola sconosciuta, tanto la memoria della gente è corta.

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  7. ALFONSO SICA

    mah… non serei così duro… certo non è un esempio di giornalismo serio però, spero, sia stato fatto in buona fede e, in ultima analisi la brutta figura è del giornalista.
    Se, per un’errore del genere addirittura si chiede la radiazione dall’albo cosa si dovrebbe chiedere a chi, con il giornale, frantuma la vita delle persone attaccando gli avversari politici solo per far felici i propri amici della controparte. Ora lasciando stare il credo politico sarebbero questi a dover essere radiati.
    errare è umano, il perseverare è cosa diabolica.

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  8. Anna Paola Bosi

    Io invece sarei dura perchè non si sono limitati a pubblicare una notizia falsa e a non rettificarla prontamente ed esplicitamente, ma hanno inventato di sana pianta un’intervista che non è mai stata fatta… immagino che nel codice deontologico dei giornalisti questo non sia contemplato.

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  9. santo m.

    ma i giornalisti non hanno un ordine che dovrebbe controllare sui coomportamenti deontologici dei suoi iscritti? qui siamo di fronte ad un caso di sciatteria che però ha comportato una ferita ai familiari del povero Galli illusi da quella falsa intervista. ma la nazione ce l’ha un direttore ? io dico di no

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  10. Walter R.

    E’ davvero sorprendente la condotta del giornalista connotata da particolare disattenzione verso il profilo della correttezza deontologica e che si risolve in una vera e propria consapevole disattenzione del rischio da essa derivante posta la manifesta violazione dell’art. 2 della L. 69/1963 (legge sulla costituzione dell’Ordine dei giornalisti). Auspico che l’ordine dei giornalisti applichi con severità le prescrizioni di cui all’art.48 (leg. cit.) che prevede un procedimento disciplinare per coloro «che si rendono colpevoli di fatti non conformi al decoro e alla dignità professionale o di fatti che compromettano la
    propria reputazione o la dignità dell’Ordine». Laddove per «dignità
    dell’Ordine» deve intendersi il buon nome, il prestigio della
    categoria e la corretta vigilanza dell’Ordine medesimo sull’esercizio della professione.

    Come ben espresse Carlo De Martino, esimio Presidente dell’Ordine dei giornalisti lombardi “Il giornalista svolge una funzione preziosissima quale depositario e mediatore di molte istanze relative alla evoluzione sociale, politica edi costume. Proprio per la sua funzione, egli si trova in una
    situazione privilegiata, grazie alla quale gli è permesso di
    raccogliere notizie, confidenze, sollecitazioni, lamentele, che
    altrimenti non sarebbero comunicate dal cittadino con la stessa
    franchezza e con lo stesso spirito di convinta sincerità.. Ecco perché il giornalista deve fare di questa posizione di privilegio una trincea e dovrà
    decidere secondo la propria coscienza in una società nella quale non
    sempre i diritti del cittadino sono sufficientemente tutelati
    nonostante il dettato della Costituzione del Paese”.

    Il modo di esercitare l’attività giornalistica deve (e non dovrebbe) coincidere per
    istinto con la coscienza del giornalista stesso, con la sua sensibilità
    umana, con la sua maturità civile, con il concetto di onestà, di rigore
    morale, di indipendenza derivati dalla sua educazione, con i principi
    di decoro, di rettitudine di probità che lo hanno ispirato e devono
    ispirarlo nella vita di ogni giorno, in famiglia, fra la gente, al
    giornale, quando è in servizio e quando è solo con sé stesso e i suoi
    problemi di lavoro.

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  11. ferruccio

    invito i peruviani che vendono la nazione ai semafori alle 6 di mattina a utilizzarne le copie per riscaldarsi un po’.

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  12. FRANCO C.

    Sdegno. Soltanto profondo sdegno!
    La Nazione è da tempo un quotidiano da bar-latteria proprio grazie a personaggi come Am. Ag. un racconta frottole, un canta-balle, un resuscita morti! un disgraziato che su una disgrazia ha cercato lo scoop da primo della classe. senza lesinare i dettagli di come il ns Guido l’aveva scampata.
    un bel modo di dare informazione. Complimenti.
    A proposito, ho intervistato Dante Alighieri, il sommo poeta. Di Lei mi ha riferito di dirLe che è una persona “febbricitante” (v. canto xxix e xxx)

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  13. Pingback: Scampati all’ennesima figuraccia. Anzi, no. « Outsiders (2.0)

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