23 settembre 2018

La guerra dei treni. Per la toscana Ansaldo-Breda l'appalto miliardario è a rischio

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La francese Alstom ricorre al Tar. La gara sull’Alta Velocità è sospesa fino a fine settembre

di Alfredo Faieta per il Fatto

L’alta velocità ferroviaria italiana continua ad essere terreno fertile per le dispute nelle camere arbitrali, dove pendono 6 miliardi di euro di lodi per la Tav ancora irrisolti, e nelle aule di tribunale, dove lo scorso 27 agosto è sorta l’ultima querelle per opera della francese Alstom. La multinazionale transalpina ha infatti prodotto ricorso al Tar del Lazio per chiedere l’annullamento della maxi gara che ha assegnato al raggruppamento AnsaldoBreda – Bombardier la costruzione di 50 treni veloci. Uno dei maggiori appalti al mondo nel settore, del valore finale 1,5 miliardi euro: un boccone prelibatissimo chiuso lo scorso 5 agosto, dopo una lunga gestazione, per la costruzione di 50 unità del nuovissimo Zephiro, il convoglio che sfiorerà i 400 chilometri all’ora su rotaia. E l’annosa guerra dei treni si carica di un’altra battaglia dagli esiti incerti.

Alstom contesta l’assegnazione dei punteggi che avevano portato alla vittoria finale l’altro consorzio. Una gara persa 50 a 56 per la parte tecnica e sostanzialmente pareggiata (con 28 punti e rotti a testa) nella parte economica. Ma il meccanismo che porta all’assegnazione del punteggio finale è costruito con centinaia di variabili e per questo motivo si presta a speculazioni e congetture di vario tipo. Quel che chiede la società francese è sostanzialmente di riesaminare la griglia dei voti al fine di poter dimostrare di meritare un punteggio maggiore rispetto ai concorrenti. Cosa che di fatto avrebbe ottenuto perché il tribunale amministrativo le ha concesso l’accesso ai documenti di gara. Per il momento il Tar ha fissato una sospensiva, in attesa dell’udienza che è stata fissata per il 29 settembre, e la vittoria di questo primo round ha fatto infuriare non poco l’amministratore delegato di Trenitalia Mauro Moretti, che prorio ieri si è rammaricato per lo stop durante il suo intervento presso il think tank veDrò organizzato da Enrico Letta in Trentino.

Moretti, a ben vedere, ne ha di che lamentarsi: Alstom ha ottenuto il blocco della gara che potrebbe significare anche un significativo slittamento dei tempi di consegna, previsti a tre anni per i primi convogli, mentre sta lavorando alacremente per chiudere l’appalto da 25 treni a Ntv (Della Valle, Montezelolo e ferrovie francesi i soci), il primo concorrente di Moretti nell’alta velocità che aprirà le tratte nel 2011. D’altro canto per Finmeccanica la vittoria di questa maxi gara può volder dire ossigeno – o meglio sangue – per la malandata AnsaldoBreda, con la speranza che prima o poi possa finire nella braccia della socia canadese Bombardier, in odore di una fusione con Ansaldo Sts (quotata in borsa a Milano e attiva nei sistemi di segnalamento ferroviari) due anni fa, affare di cui non si fece più nulla.

Ma l’entità dell’appalto è talmente elevata che nessun contendente mollerà la presa facilmente. In ballo c’è infatti anche il mantenimento di molti posti di lavoro, e quelli della società francese in Italia sono 2800, di cui più di mille a Savigliano, dove aveva sede la vecchia Fiat Ferroviaria poi ceduta all’Alstom, che avrebbe dovuto assemblare il nuovo treno per le Fs. Un impianto che attualmente gira di fatto con le commesse estere e dove si producono 8 dei 25 treni Ntv, appalti insufficienti secondo la società a mantenere in futuro tutta la forza lavoro se non ci saranno novità importanti. Il 29 di questo mese se ne saprà qualcosa di più.

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