La grande bugia di Bertolaso. Rifiuti tossici a La Maddalena

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La grande bugia di Bertolaso. Rifiuti tossici a La Maddalena
di Fabrizio Gatti da l’Espresso
Ha speso 72 milioni di euro per bonificare La Maddalena. Affidando i lavori a suo cognato. Ma ‘L’espresso’ ha scoperto che due metri sott’acqua è ancora pieno di rifiuti tossici e materiali pericolosi per la salute(23 giugno 2010)Lastre di fibre di amianto nel mare
tra l’Arsenale e il Parco di CapreraUna discarica di rifiuti tossici nell’arcipelago della Maddalena. Fanghi neri impregnati di idrocarburi pesanti sbuffano come nuvole di vulcani sottomarini. Contaminano i pesci, i molluschi, i crostacei. E forse anche la vita degli uomini, delle donne e dei bambini che li mangeranno. La sabbia è così inquinata che le alghe non crescono in un raggio di centinaia di metri. Un deserto subacqueo. Bisogna scendere sul fondo del mare per vedere come hanno lasciato morire la natura e al tempo stesso preso in giro milioni di italiani. Bisogna infilarsi la muta, le pinne, una maschera da sub e nuotare quasi tre chilometri tra andata e ritorno.
Ed ecco, fra i due e i dieci metri di profondità, la bugia colossale di una bonifica che qui sotto non è mai cominciata. Perché la discarica è nel mezzo di Porto Arsenale, nel bacino su cui si specchiano i cristalli e i marmi pregiati della Main conference, la palazzina che l’anno scorso avrebbe dovuto ospitare gli onori del G8. Basta immergersi in apnea sotto le grandi vetrate, infilare la mano nella melma e filmare. Nubi color antracite salgono dense, piroettano e ricadono trascinate dal loro peso specifico verso fondali più lontani. Eppure, tra scandali, costi fuori controllo, indagini per corruzione e arresti, la bonifica era l’unica operazione considerata necessaria. Almeno, l’avevano dichiarata conclusa. Ora nemmeno quella si salva. «Un intervento esemplare», hanno detto.
L’aveva confermato il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, 60 anni, commissario delegato di queste grandi opere. L’aveva certificato il suo sponsor nel governo, il sottosegretario Gianni Letta, 75 anni. Invece no. Forse sono stati male informati. Forse qualcuno della struttura di missione nominata da Palazzo Chigi e spedita alla Maddalena a suon di stipendi d’oro, ha raggirato perfino loro. Oppure non hanno ancora raccontato tutto su questo brutto intrigo. Ma qui sotto, nel grande quadrilatero che dovrebbe diventare un porto turistico per Vip, gli effetti della bonifica non si vedono. E chissà, magari è per questo che il vertice del G8 è stato spostato a L’Aquila. Perché le eliche delle barche a motore avrebbero sollevato gli idrocarburi e trasformato l’acqua in un ammasso oleoso a visibilità zero. I sommozzatori dell’antiterrorismo non avrebbero potuto garantire la vigilanza. E per il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sarebbe stata una pessima figura ricevere i presidenti dietro vetrate affacciate su un mare che in alcuni giorni diventa nero come la pece. Cambi di colore imprevedibili che dipendono dalla risalita dei veleni nascosti sul fondo.
Questa storia comincia lunedì 22 marzo. Quella sera davanti alle telecamere di “Porta a Porta” Bertolaso difende il cognato (…)
continua a leggere su http://espresso.repubblica.it/dettaglio/la-grande-bugia-di-bertolaso/2129536

di Fabrizio Gatti, da l’Espresso

Ha speso 72 milioni di euro per bonificare La Maddalena. Affidando i lavori a suo cognato. Ma ‘L’espresso’ ha scoperto che due metri sott’acqua è ancora pieno di rifiuti tossici e materiali pericolosi per la salute(23 giugno 2010)

Lastre di fibre di amianto nel mare tra l’Arsenale e il Parco di Caprera. Una discarica di rifiuti tossici nell’arcipelago della Maddalena. Fanghi neri impregnati di idrocarburi pesanti sbuffano come nuvole di vulcani sottomarini. Contaminano i pesci, i molluschi, i crostacei. E forse anche la vita degli uomini, delle donne e dei bambini che li mangeranno. La sabbia è così inquinata che le alghe non crescono in un raggio di centinaia di metri. Un deserto subacqueo. Bisogna scendere sul fondo del mare per vedere come hanno lasciato morire la natura e al tempo stesso preso in giro milioni di italiani. Bisogna infilarsi la muta, le pinne, una maschera da sub e nuotare quasi tre chilometri tra andata e ritorno.

Ed ecco, fra i due e i dieci metri di profondità, la bugia colossale di una bonifica che qui sotto non è mai cominciata. Perché la discarica è nel mezzo di Porto Arsenale, nel bacino su cui si specchiano i cristalli e i marmi pregiati della Main conference, la palazzina che l’anno scorso avrebbe dovuto ospitare gli onori del G8. Basta immergersi in apnea sotto le grandi vetrate, infilare la mano nella melma e filmare. Nubi color antracite salgono dense, piroettano e ricadono trascinate dal loro peso specifico verso fondali più lontani. Eppure, tra scandali, costi fuori controllo, indagini per corruzione e arresti, la bonifica era l’unica operazione considerata necessaria. Almeno, l’avevano dichiarata conclusa. Ora nemmeno quella si salva. «Un intervento esemplare», hanno detto.

L’aveva confermato il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, 60 anni, commissario delegato di queste grandi opere. L’aveva certificato il suo sponsor nel governo, il sottosegretario Gianni Letta, 75 anni. Invece no. Forse sono stati male informati. Forse qualcuno della struttura di missione nominata da Palazzo Chigi e spedita alla Maddalena a suon di stipendi d’oro, ha raggirato perfino loro. Oppure non hanno ancora raccontato tutto su questo brutto intrigo. Ma qui sotto, nel grande quadrilatero che dovrebbe diventare un porto turistico per Vip, gli effetti della bonifica non si vedono. E chissà, magari è per questo che il vertice del G8 è stato spostato a L’Aquila. Perché le eliche delle barche a motore avrebbero sollevato gli idrocarburi e trasformato l’acqua in un ammasso oleoso a visibilità zero. I sommozzatori dell’antiterrorismo non avrebbero potuto garantire la vigilanza. E per il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sarebbe stata una pessima figura ricevere i presidenti dietro vetrate affacciate su un mare che in alcuni giorni diventa nero come la pece. Cambi di colore imprevedibili che dipendono dalla risalita dei veleni nascosti sul fondo.

Questa storia comincia lunedì 22 marzo. Quella sera davanti alle telecamere di “Porta a Porta” Bertolaso difende il cognato (…)

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0 Comments

  1. marina meloni

    Io abito da 26 anni a La Maddalena, possiedo una barca a vela che è ormeggiata vicino al Porto Arsenale a Cala Camiciotto, il vento che soffia più forte è lo scirocco e solleva le barche così disordinatamente che dobbiamo controllare di frequente l’ormeggio. Meglio il Ponente che raggiunge anche i 50 nodi e il mare sembra ribollire, sembra in fumo. Nonostante ciò percorrendo il tratto di mare dal Porto Arsenale a Caprera, a S.Stefano, a Cala Gavetta l’acqua è sempre trasparente ed il colore del mare cambia solo in base al colore del cielo. Le eliche delle barche sollevano solo acqua trasparente e da un anno a questa parte di barche ne son passate tante sotto i ponti…ma l’acqua è sempre chiara e trasparente……… e di eliche e barche a motore ne abbiamo avuto tante anche in occasione della Vuitton Trophy a giugno scorso ….ma l’acqua è sempre stata trasparente e chiara .
    Mi risulta che gli unici veleni che salgono in superficie siano le vostre affermazioni che intossicano l’immagine del nostro arcipelago, e per dimostrare la veridicità delle mie affermazioni basta solo che la gente venga guardi e tocchi con mano la trasparenza del nostro mare.
    Il divieto di pesca imposto dal Parco Nazionale Arcipelago di La Maddalena non si fonda sulla tutela degli idrocarburi!!

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    1. red

      Gentile Signora, l’inchiesta dell’Espresso è corredata di foto e video – http://espresso.repubblica.it/multimedia/video/25239849 – e non ci risulta che il settimanale sia stato querelato per le sue affermazioni.
      Forse l’inquinamento riguarda un tratto di mare diverso da quello che dice lei… oppure il punto è: ci basta guardare la superficie, o vogliamo vedere in profondità? Chi sceglie la prima opzione, è senz’altro soddisfatto dell’opera del governo e della protezione civile, e non vuole sentire critiche. A noi, che amiamo la Sardegna, le immagini dei fondali pieni di rifiuti fanno piangere il cuore, mentre ci riempie di rabbia questo ennesimo furto ai danni del paesaggio e del popolo italiano.

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  2. any

    è bello e facile pensare che è tutto sempre pulito e trasparente e l’unica colpa è di chi critica.
    sono state ritrovate lastre di amianto e rifiuti nel mare, ci sono foto documentari…
    era un’area da bonificare, lo ha detto anche Bertolaso.
    ebbene con 72 milioni di euro si poteva fare molto, invece…

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