La danza immobile, ovvero l'accoglienza che non c'è

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Riceviamo e pubblichiamo

Da alcune settimane intorno alle sedi del Movimento di lotta per la casa girovagano un centinaio di donne e uomini di nazionalità somala, etiope. Molti sono volti a noi conosciuti, passati per esperienze pilota e per essere, successivamente, rimessi in condizione di assoluta precarietà alloggiativa… altri ancora sono stati “rimpatriati” dall’Olanda, l’Inghilterra e la Svezia. Gli sciagurati accordi di Dublino impongono una condizione assurda di rimpatrio obbligatorio in Italia. Altri ancora, una minoranza, sono arrivati da alcune settimane dalla Libia, superando le enormi barriere imposte dopo viaggi infiniti, torture infinite, e sono riusciti a sopravvivere alla moderna barbarie dell’attuale martirio sul mercato degli schiavi.

Abbiamo già denunciato la condizione di queste donne e uomini che vivono ai margini, quasi invisibili, che girovagano tra piazze, amici, conoscenti per rimediare qualche posto letto dove passare la notte.
Condizione ancora pìù pesante per i giovani ex soldati eritrei (donne e uomini) che devono prestare attenzione anche nei confronti degli appartenenti alla Comunità stessa, per questi ultimi, infatti, sono considerati traditori e dunque segnalati a vista…

Abbiamo inutilmente provato a contattare le istituzioni, perchè la protezione umanitaria dei richiedenti asilo non deve e non pùò essere materia unicamente del Movimento di Lotta per la Casa. Ma le risposte rituali dei funzionari e degli assessori danno poca libertà di scelta a questo numeroso gruppo di profughi (…abbiamo già i progetti… copriamo duecento persone… per Firenze è anche troppo… etc.).

Il 25 aprile, quindi, abbiamo tentato con eritrei ed etiopi una occupazione di uno spazio in disuso, in Via del Fosso Macinante, destinato negli scorsi anni alle politiche dell’accoglienza e oggi misteriosamente destinato ad una foresteria del Parco della Musica… l’occupazione (per noi la garanzia della “protezione umanitaria”) ha scatenato le ire funeste di un sindaco che vede Firenze solo come “salotto buono” da offrire all’immagine internazionale… l’arrivo di una miriade di forze dell’ordine ha fatto il resto.

Considerazioni amare, che vedono il fallimento delle politiche di accoglienza a tempo e a progetto. Due mesi qua, un mese là, centinaia di migliaia di euro per consegnare una infinita quantità di giovani nuovamente alla strada. Di quale integrazione si parla?
Peggio ancora le nostre considerazioni sulla bestialità delle politiche dei rimpatri forzati, illusioni svanite con il rientro nell’italico confine…

Attualmente questi due gruppi di donne e uomini si sono organizzati in una specie di assemblea permanente, non vogliamo e non dobbiamo lasciarli soli al loro destino…

Mercoledì 4 maggio ore 11,30 Piazza Signoria
Conferenza stampa congiunta dei richiedenti asilo somali, eritrei e etiopi

Movimento lotta per la casa

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