La Comunità scrive a Benedetto XVI: «Papa ascoltaci! Don Alessandro rimanga alle Piagge»

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In seguito all’imbarazzante rifiuto di monsignor Betori, vescovo di Firenze, di incontrare la Comunità dopo l’allontanamento di don Alessandro Santoro dalle Piagge, i fedeli piaggesi decidono di scrivere il loro sdegno a Papa Benedetto XVI. Al Santo Padre chiedono di «lasciare Don Alessandro Santoro come cappellano della Comunità delle Piagge» e di «chiedere a Mons. Betori di incontrarci insieme a Don Alessandro Santoro, per conoscerci e capire chi siamo, e cosa abbiamo costruito, prima di applicare questa decisione».

Ecco il testo integrale della lettera che è stata inviata per conoscenza anche allo stesso Betori e alla stampa nazionale e regionale.

Papa Benedetto XVI
Papa Benedetto XVI

Santo Padre,

siamo la Comunità delle Piagge di Firenze, vorremmo metterLa al corrente di ciò che in questi giorni stiamo subendo.

Come Lei saprà lunedì scorso 26 ottobre, Mons. Giuseppe Betori Arcivescovo di Firenze ha comunicato a Don Alessandro Santoro, cappellano della Comunità delle Piagge dal 2006, ma inviato come delegato arcivescovile dal novembre del 1994 nel territorio delle Piagge, la sospensione dalla cura pastorale della nostra Comunità e gli ha imposto un periodo di riflessione e preghiera lontano dalla persone con le quali ha fatto nascere e vivere la Comunità.

L’Arcivescovo Giuseppe Betori ha preso questa decisione senza mai aver trovato il tempo di venire a incontrarci e capire chi siamo e cosa da quindici anni è stato costruito seguendo l’insegnamento del Vangelo. Ed è sulle tracce del Vangelo che Don Alessandro Santoro ha ridato dignità agli Uomini e alle Donne che in questo territorio vivono e l’unica cosa di cui è colpevole è di amare il Vangelo più della sua stessa vita.

Quando è arrivata la notizia della sospensione dalla cura pastorale delle Piagge di Don Alessandro Santoro, abbiamo deciso di incontrarci e di decidere cosa fare, la cosa più ovvia era gridare il nostro dissenso e chiedere al Vescovo di incontrarci. Dopo una serie di telefonate in Curia e aver parlato con il segretario del Vescovo, l’unica cosa che siamo riusciti ad avere è un foglio piegato consegnato a mano da un sacerdote in portineria dove ci viene comunicato dal Vescovo che: “non posso trattare il caso che vi riguarda diversamente da come ho sempre impostato il mio impegno nelle nomine e trasferimenti dei presbiteri diocesani” e che “su queste decisioni non ci possono essere momenti precedenti, e ancor meno successivi, di confronto assembleare”. Ci domandiamo se l’Arcivescovo di Firenze, Mons. Betori, ha capito che non siamo una normale parrocchia, ma una realtà articolata in un territorio difficile, dove i “diversi” e gli “ultimi” nell’ottica del Vangelo vivono la loro quotidianità.

Vorremmo altresì comunicarLe che Don Alessandro Santoro ha chiesto espressamente a Mons. Betori di essere lui a dire alla “sua gente” le decisioni che erano state prese nei suoi confronti, invece la Curia fiorentina nella persona del suo Vescovo Mons. Betori ha pensato bene di inoltrare immediatamente ai mass-media la notizia e noi, protagonisti di questa incresciosa vicenda, lo abbiamo appreso dai vari comunicati ANSA e AGI. La stessa cosa è successa per la designazione del successore di Don Alessandro Santoro. Vogliamo sperare che questo modo di procedere ignorando i sentimenti e la dignità delle persone appartenga solo alla Curia fiorentina e non alla Chiesa tutta che Lei rappresenta.

Per questo, Le invieremo tutto ciò che in questi giorni è intercorso tra noi e la Curia fiorentina e, nei prossi giorni, anche tutte le testimonianze delle persone comuni appartenenti o vicini alla Comunità. Le comunichiamo che tutto quello che invieremo e riceveremo sarà inviato anche a Mons. Betori e a tutti i mezzi di informazione nazionali.

Siamo certi che queste nostre testimonianze Le staranno a cuore e pertanto Le chiediamo di :

* Lasciare Don Alessandro Santoro come cappellano della Comunità delle Piagge
* Chiedere a Mons. Betori di incontrarci insieme a Don Alessandro Santoro, conoscerci e capire chi siamo, e cosa abbiamo costruito, prima di applicare questa decisione .

Siamo certi che il Suo intervento cambierà una decisione presa in modo arbitrario, senza le dovute conoscenze e sarà testimonianza dell’Amore di Dio per l’Uomo.

la Comunità di Base delle Piagge

0 Comments

  1. giovanni semeria

    DIO è AMORE !!! Lo traducono “dio è carità” usano lettere minuscole perchè hanno paura dell’amore, che è fuoco, che è umanità, che è vita e si rifugiano nell’ordine nello status quo nel quale i poveri, gli ultimi devono restare senza voce, vogliono uccidere il Concilio Vat II, tornare al latino, con gli ultimi a dover credere senza capire, senza pensare, senza amare. Ma la gente non è più quella, sappiamo leggere e scrivere, confidare nella misericordia di Dio e provare a vivere la nostra fede oggi. Se la gerarchia non capisce che così la Chiesa muore, gridiamolo in piazza e sul web

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  2. Federico La Sala

    Caro Giovanni Semeria

    “DIO è AMORE !!! Lo traducono “dio è carità” usano lettere minuscole perchè hanno paura dell’amore, che è fuoco, che è umanità, che è vita e si rifugiano nell’ordine nello status quo…” Non conoscono un’acca della carità (Giovanni Semeria, La carità della scienza la scienza della carità, Cogliati, Milano 1900).

    In omaggio sia a te, Giovanni Semer – e sia a Giovanni Semeria (1867-1931),

    ecco la mia

    E- MAIL DI SOLIDARIETA’ PER DON ALESSANDRO SANTORO ALL’ARCIVESCOVO DI FIRENZE

    ——————————————————————————–

    Inviato: venerdì 30 ottobre 2009 18.32
    A: ’info@diocesifirenze.it’

    CARO ARCIVESCOVO …

    MA CHE FA IL DIRETTORE DI BANCA?!

    SI È MESSO AD ACCUMULARE SANTO ORO E A VENDERE

    L’ “EU-CHARIS-STIA” A “CARO PREZZO” (BENEDETTO XVI, DEUS CARITAS EST, SCV 2006)!?!

    NON È IL CASO DI FINIRLA CON IL “LATINORUM”?!

    “CHARISSIMI, NOLITE OMNI SPIRITUI CREDERE… DEUS CHARITAS EST” (1Gv., 4., 1-8).

    M. CORDIALI SALUTI, FEDERICO LA SALA

    Allegato:

    http://www.youtube.com/watch?v=gkrnK0igAP0&NR=1 [da L’oro di Napoli – una poesia di Edoardo]

    Federico La Sala

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  3. cristina

    Santo Padre non togliete un punto di riferimento cisì importante per il popolo delle piagge , che ha sbagliato soltanto facendo un gesto d’amore se di errore si può parlare . Rifletta Dio é Carità

    Ossequi cristina

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  4. silva

    La Chiesa umilia e perseguita i suoi figli migliori, salvo poi vantarsi ed appropriarsi della loro opera quando sono morti.
    Perché non possiamo sperare in un mondo dove ci sia un po’ di giustizia anche per i vivi?

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  5. don severino

    Carissimi scrivere è una bella cosa ma ci vogliono atti reali,un bellissimo atto sarebbe quello di riconoscere una cosa fondamentale ed indiscutibile,una comunità vera si basa sull’unità con tutta la Chiesa e con il Vescovo e quindi con il Papa.Inoltre si dimentica,mi pare,che ogni comunità parrocchiale o altro tipo ma con al centro un sacerdote,è tale se è in comunione con il Vescovo della diocesi dove questa comunità è! inoltre altra cosa dimenticata,la comunità delle piagge è tale perchè don ale è prete ed è il pastore di questa comunità,ma vi siete mai domandati che l’ha inviato e nominato alle piagge? voi? le persone? no cari fratelli,il Vescovo,se cos’ì non fosse stato don ale non sarebbe stato lì con voi.Cari fratelli,condividendo il vostro dolore,soprattutto della povera gente quella vera e semplice e non politicizzata o con altre motivazioni! ma condividerei di più tutto se gli stretti collaboratori di don ale seguissero don ale lasciando la comunità cioè sospendendosi,questo sarebbe un grandissimo vero segno concreto di verità e solidarietà,il resto è solo umano che nulla ha di divino.

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  6. FEDERICO LA SALA

    CARO DON SEVERINO

    CONCORDO PIENAMENTE CON IL SUO AMOREVOLE E LUMINOSO COMMENTO, MA NELLA CHIAREZZA SIA DELLO SPIRITO EVANGELICO E SIA DELLA COSTITUZIONE, AFFINCHE’ LA NOSTRA GIOIA SIA PIENA….
    COSTITUZIONE ED EVANGELO:

    La Costituzione è (…) la nostra “Bibbia civile”, la Legge e il Patto di Alleanza dei nostri ’Padri’ e delle nostre ’Madri’ Costituenti (21 cittadine-sovrane presero parte ai lavori dell’Assemblea). Si cfr.: http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=3211

    M. cordiali saluti,

    Federico La Sala

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