La Comunità delle Piagge: "Siamo indignati. Continueremo il nostro lavoro"

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Scandalizzati dalla rimozione di Alessandro Santoro. Nessun inganno per

il doposcuola delle Piagge
il doposcuola delle Piagge

Sandra e Fortunato

Il sacerdote rimosso anche dalle cariche “civili”. Si vogliono forse azzerare le attività a favore degli ultimi?

Firenze, 28 ottobre – «Scandalo e indignazione» per l’allontanamento di Alessandro Santoro, prete alle Piagge, deciso lunedì scorso dal vescovo Giuseppe Betori. E’ il sentimento espresso dalla Comunità di base delle Piagge riunita in assemblea ieri sera al centro sociale Il Pozzo nella periferia ovest di Firenze. L’incontro era stato organizzato per conoscere la decisione presa nei confronti di Santoro, anticipata invece dalla curia alla stampa prima ancora che lo stesso sacerdote potesse comunicarla alla sua gente.

L’assemblea ha prodotto un documento in cui si afferma: «In quanto parte della comunità cristiana non ci sentiamo né “sconcertati” né “confusi”, come dichiarato da Betori in merito alla celebrazione del sacramento del matrimonio di Sandra e Fortunato. Eravamo invece partecipi della scelta presa. Siamo, al contrario, estremamente “sconcertati”, “confusi”, oltreché scandalizzati, che la decisione di allontanare Alessandro dalle Piagge sia arrivata senza che il vescovo, ad un anno dalla nomina a Firenze, abbia sentito la necessità di incontrare e conoscere da vicino la nostra realtà

«Il vescovo ha inoltre affermato che il matrimonio tra Sandra è Fortunato “genera inganno” nei loro riguardi. Vorremmo chiarire invece – dice il documento – che i due sposi erano pienamente consapevoli che il matrimonio sarebbe stato purtroppo invalidato dalla Chiesa. E anche noi lo eravamo. Nonostante questa consapevolezza è stato comunque deciso di celebrarlo.»

«Vogliamo dire altrettanto chiaramente a tutte e a tutti, anche al vescovo, che il nostro lavoro sul territorio, condiviso e costruito quotidianamente con gli abitanti del quartiere, e non solo, va avanti» – continua la nota. «E’ per noi inconcepibile fermare anche solo per un’ora quel laboratorio di innovazione sociale, quel mosaico di attività che ogni giorno si ricrea lungo la via Pistoiese: dal doposcuola per i bambini alla scuola di alfabetizzazione per adulti e stranieri; dal recupero e riciclaggio dei rifiuti all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate; dal commercio equo e solidale al fondo di microcredito; dal giornale l’Altracittà alla casa editrice Edizioni Piagge. Quel luogo di aggregazione e di sostegno rappresentato dal centro sociale Il Pozzo è la spina dorsale della Comunità e non sarà piegato da nessuna volontà esterna».

«Ci chiediamo quindi – continua il documento – perché queste attività debbano essere colpite, invocando il diritto canonico, sollevando Alessandro anche dagli incarichi sociali rivestiti all’interno dell’associazione Il Muretto e delle cooperative Il Cerro e Il Pozzo».

«Vorremmo che da oggi, ancor più che nel passato – conclude la Comunità delle Piagge –  tutto il nostro impegno possa diventare sempre più patrimonio condiviso e partecipato di chi vive la città di Firenze, di coloro che credono in una Chiesa capace di sporcarsi le mani con gli ultimi, di tutti quelli che difendono la dignità umana.»

0 Comments

  1. Gabella associazioni di idee

    Tutto quello che nasce sotto il segno dell’amore è da salvare. E nel gesto e nel messaggio di don Alessandro Santoro, abbiamo ritrovato questa salvaguardia.
    La nostra associazione che lavora in un quartiere complesso di Reggio Emilia, che propone uno spazio di incontro, di legalità, di riflessione sui consumi e un progetto di “Scuola di Etica e Politica” dedicato a Giacomo Ulivi, esprime la nostra solidarietà a don Alessandro Santoro.
    La nostra realtà composta da persone, tra cui diversi giovani, cristiani, religiosi, agnostici e atei (quindi senza alcuna distinzione di fede), vuole esprimere rammarico per la scelta di Betori e soprattutto per quanto riguarda il divieto a don Alessandro di avere il diritto di lavorare per il bene della comunità.
    Vorremmo riconoscere il messaggio di Gesù Cristo che è di essere persone, di discernere da sè stessi e ritrovarsi nell’altro. Crediamo che sia ben più preoccupante unire persone che non hanno compreso il significato dell’amore come elemento universale, che va posto al centro della nostra vita. Grazie a don Alessandro per ricordarci tutto ciò anche tramite il suo coraggio.

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  2. ANDREA PEGGION

    Al caro Alessandro, Don Santoro, va tutto il mio affetto e la mia stima. Il coraggio di essere coerenti alle idee che si professa genera fastidio e quasi mai viene capito. Continua così Don Santoro non spengere il tuo entusiasmo, abbiamo tutti bisogno di te. Abbiamo tutti bisogno della Comunità che hai aiutato a far nascere.
    Un abbraccio.

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  3. Gian Luca Garetti

    Caro Alessandro, da tanti anni ho avuto modo di conoscerti e di apprezzarti per il tuo faticoso lavoro a favore degli ultimi, per il modo in cui tu rendi vivo il Vangelo e per il tuo insegnamento di non accettare i compromessi. Ecco per me è mostruoso quello che ha fatto il vescovo. Che vergogna! Comunque i meglio la chiesa li ha sempre perseguitati, sei in buona compagnia! Sono certo che continueremo a fare tante battaglie insieme, in barba alle sanzioni ! un abbraccio Gian Luca

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  4. Fabrizio

    Sono indignato anche io. Vi appoggio pienamente, anche se da qualche centinaio di chilometri di distanza. Dalle mie parti stiamo facendo girare la notizia proprio per suscitare riflessioni e confronti, cioè proprio quello che don Ale ha chiesto ripetutamente al vescovo attuale e a quello precedente. Adelante, nonostante tutto.

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  5. romano giuffrida

    Ricevo e inoltro da maurizio maggiani:
    Ho questa mattina la conferma che non potremo esserci, io e Gloria, sabato alle Piagge per l’ultima messa di Don Santoro.
    Vale molto di meno della testimonianza della presenza, ma vorrei che tu potessi far pervenire alla comunità questo mio piccolo pensiero.
    Vorrei essere alle Piagge sabato, vorrei partecipare del vostro rito in ricordo della cena in cui il Cristo offrì cibo, bevanda e se stesso all’umanità irredenta, non semplicemente per solidarietà con un sacerdote del popolo e per protesta contro una gerarchia di disumana dottrina, non semplicemente per questo. Ma perché ciò che sono e ciò che fanno preti come don Santoro, ciò che nel mondo accade per opera loro, è l’unico segno che andando per la mia strada riesco ancora a incontrare, della sacralità del gesto di giustizia, di passione, di gratuito amore per gli uomini. Cacciare don Santoro dall’assemblea dei credenti che si è raccolta intorno a lui, è uccidere la profezia che quell’uomo e quell’assemblea portano con loro. E’ continuare l’antica tradizione dei sinedri che negano Dio parlando in suo nome.
    Da Maurizio Maggiani e Gloria Ghetti, che hanno incontrato la comunità delle Piagge e sabato vorrebbero essere ancora lì.

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  6. Pingback: Don Santoro sospeso: non è più il parroco delle Piagge | City Off - Firenze

  7. Antonino, Dario, Anna Rita, Stella e Andrea

    Caro don Alessandro, cari Amici della Comunità,

    siamo tristemente rammaricati per le vicende che state vivendo ed esprimiamo a voi tutti la nostra solidarietà per questa esperienza assurda e lontana dall’agire umano e cristiano.

    Domenica 25 ottobre eravamo partecipi della cerimonia del matrimonio di Sandra e Fortunato e profonda è stata l’emozione e forte il sentimento nel condividere con voi uno dei tanti momenti della vita della Comunità.
    In tante altre occasioni – nelle quali abbiamo visitato la vostra Comunità con tanti altri amici del Centro Poggeschi di Bologna – abbiamo vissuto e sentito forte il sentimento di amore e di grande accoglienza che voi tutti siete riusciti ad infondere alla vostra esperienza spirituale e sociale.
    Altro che confusione e smarrimento, forse confusione e smarrimento lo sono in chi è incapace di incontrare le persone vere e di amarle e di leggere nella profondità dei loro occhi e del loro cuore, di mettersi in cammino con loro, con le loro speranze, i loro dubbi, le loro certezze e i loro desideri.

    Grazie don Alessandro per le tante occasioni di crescita e le esperienze di forte solidarietà e di amore che ci hai regalato con il tuo esempio e quello della tua Comunità, con la tua esperienza fatta di scelte e di vita “accanto” e “con” le persone.

    La Chiesa che abbiamo conosciuto e che rispettiamo e amiamo, è quella capace di accoglienza, di attenzione e di delicatezza nei confronti della sofferenza delle persone e di capacità di alimentare rispetto e sentimento d’amore e non quella ostinata e cieca a difesa di principi vuoti ed astratti, lontani dalla vita vera e reale delle persone e dal messaggio di amore profondo per l’altro, il discriminato, il non amato, il povero, il diverso contenuto nel Vangelo.

    Esprimiamo la nostra immensa solidarietà e il nostro infinito affetto a don Alessandro ed alle persone della Comunità e il dolore e la preoccupazione, per il futuro delle tante iniziative di impegno spirituale, sociale ed umano della Comunità.

    Antonino, Vanna, Dario, Anna Rita, Stella e Andrea.

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