21 settembre 2018

Iraq, 3,30 ora italiana: missili su Baghdad

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Nell’alba di Baghdad sirene di allarme, le prime bombe che piovono dall’alto, la contraerea che spara.E’ iniziata ufficialmente ‘Iraqi Freedom’, quando in Italia sono da poco passate le 3.30 di notte. Dopo soli 90 minuti dal termine dell’ultimatum a Saddam Hussein, la Casa Bianca annuncia con il portavoce Ari Fleischer che “il disarmo dell’Iraq e’ iniziato”. Secondo la Cnn, che cita fonti del Pentagono, l’obiettivo dell’attacco americano e’ la leadership irachena.
Intanto arriva anche dall’agenzia ufficiale irachena Ina la notizia dei primi attacchi aerei angloamericani contro l’aeroporto di Bassora e altri siti civili ad Anbar, Bassora e Kut.
Già ieri il colonnello dell’aeronautica americana, Gary Crowder ha dichiarato che solo nelle prime 24 ore della guerra contro l’Iraq sarebbero state sganciate sul Paese 3-4mila bombe di precisione, ”dieci volte tanto il numero di quelle usate durante la prima guerra del Golfo, nel 1991’”. “Non credo – ha aggiunto – che il nostro avversario realizzi quello che sta per accadere”. Far comprendere “velocemente” agli iracheni che “non vi sono alternative alla morte in combattimento o alla resa”, l’obiettivo di questi massicci bombardamenti iniziali
Per il momento sono sette i siti bombardati oggi nel sud dell’Iraq dagli aerei da combattimento impegnati nel pattugliamento della zona di interdizione al volo. La notizia è stata resa nota dal comando centrale americano, il CentCom, a cui è affidato anche il comando dell’intervento militare contro l’Iraq. Da quanto riportato, sembra che i raid siano stati lanciati “in risposta ad azioni ostili” della contraerea irachena.
”Su mio ordine le forze alleate hanno cominciato a colpire bersagli selezionati in Iraq”, ha detto il presidente degli Usa George Bush aprendo il suo discorso alla nazione in corso alla Casa Bianca. Bush ha anche precisato che “oltre 35 Paesi hanno assicurato sostegno di importanza cruciale”. I bersagli iracheno sono stati scelti, ha sottolineato il presidente Usa, per fiaccare “la capacita’ di reazione e di comunicazione” delle forze armate irachene.
Quattro minuti per annunciare lo “stadio iniziale” dell’attacco per disarmare l’Iraq, che ha visto l’uso di missili Cruise e caccia F-17. Il presidente ha poi voluto sottolineare che “siamo arrivati in Iraq rispettando la sua cultura, la fede dei suoi cittadini. Faremo tutti gli sforzi per risparmiare le vite dei civili, inoltre che le forze americane torneranno in patria non appena l’intervento finirà”. Bush è convinto che grazie a questa campagna verranno superati pericoli per gli Stati Uniti e il resto del mondo. Peccato che molti sono convinti che questo sia solo l’ennesima prova del pericolo che rappresenta l’aggressività e la prepotenza dell’America.

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