12 dicembre 2018

"Io, incinta e scaricata dal treno", è successo a Rovezzano

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visto che è al quarto mese di gravidanza. L’episodio è finito non soltanto nella cartella reclami di Trenitalia, ma anche in procura. «Il mio avvocato mi ha consigliato di procedere legalmente: il fatto è troppo grave», spiega Letizia Palagi. Il fatto è avvenuto martedì 6 agosto alle 14 circa, quando il treno regionale 23508, preso dalla passeggera a Pontassieve, non si è fermato a Firenze Rovezzano.
«Cercavo il capotreno — racconta — e ho incontrato quello che credo fosse il controllore al quale ho fatto presente che era stata ignorata la fermata di Rovezzano. Lui è caduto dalle nuvole, ha chiesto conferma al macchinista che è arrivata. A quel punto mi ha invitata a scendere dove il treno si era fermato, in mezzo ai binari, 400 metri oltre la fermata di Rovezzano, pregandomi di camminare lungo il camminamento in cemento a una distanza di circa 80 cm dai binari. Conclusione: io, al quarto mese di gravidanza, ho camminato sotto il sole alle 14.30, con 40 gradi, su un camminamento fatiscente con ai piedi le infradito in mezzo a rovi pieni di spine ed arbusti. Pensavo ‘ora svengo, mi travolge un treno e nessuno saprà mai perché mi è accaduto’. Ecco perché non posso lasciar correre…».
Ferrovie dello Stato ha aperto un’indagine interna. Se il reclamo della passeggera troverà conferma, macchinista e controllore rischiano sanzioni che vanno dal richiamo alla sospensione disciplinare. «Innanzitutto ci scusiamo con la viaggiatrice — è la prima preoccupazione della società di trasporti — perché il comportamento da lei riscontrato è il contrario di quanto previsto dai nostri protocolli. L’istruttoria è aperta, a breve se ne conoscerà l’esito. Verrà sentito il personale che viaggiava sul regionale e verranno effettuate le verifiche oggettive, tramite la strumentazione informatizzata che dirà dove e quando ha fermato il treno per farla scendere». Il protocollo, precisano da Ferrovie dello Stato, prevede che in caso di fermata lunga, i passeggeri debbano essere accompagnati fino all’ultimo vagone per scendere su un marciapiede. Quando non è possibile e la fermata è da considerare saltata, deve essere avvisata la stazione successiva perché il capostazione possa provvedere a far arrivare con il minor disagio possibile i passeggeri alla loro originaria destinazione.
Laura Gianni per La Nazione

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