Intercettabile solo se colpevole

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di Duccio Tronci

Intercettare solo in caso di “rilevanti indizi di colpevolezza”, per un massimo di due mesi e con un budget a disposizione di ogni procura. E questo vale anche per i reati di mafia e terrorismo. È quello che si potrà fare se il disegno di legge che porta la firma del Ministro della Giustizia Alfano sarà approvato dal Parlamento. Una norma che limiterà fortemente i poteri delle procure, che negli ultimi anni hanno scoperto alcuni dei più gravi reati proprio ascoltando le conversazioni. Dai crac finanziari all’arresto dei membri del clan dei Casalesi. Passando per i casi di corruzione che hanno riguardato
diverse realtà locali. Persino la cosiddetta cupola di “calciopoli” è stata smascherata con questo sistema. Ma se le intercettazioni servono per scoprire il colpevole, come fanno ad essere ammesse solo quando il presunto colpevole si conosce già? E questo vale per quasi tutti i reati dall’omicidio a quelli di corruzione. Le limitazioni di tempo o di fondi, inoltre, penalizzeranno molto la lotta alla criminalità.
Protestano anche i giornalisti, che non potranno pubblicare le intercettazioni
fino alla conclusione delle indagini preliminari: “Ci batteremo per tutelare un’informazione completa, corretta e tempestiva – dice la Fnsi – come sancito dalla Costituzione. Ovviamente va fatta salva la tutela della privacy delle persone che non c’entrano e hanno diritto a mantenere riservate le proprie conversazioni”.

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