Intelligenza al potere: l’agenzia immobiliare degli squatter

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Occupare case in disuso con il consenso dei proprietari, per recuperare spazi e risolvere l’emergenza abitativa. È lo scopo di un progetto lanciato da un centro sociale di Praga

di Katerina Copjakova

“Affittasi immobile d’inizio novecento, con splendida vista su Praga, immerso nel verde, centrale. Afitto gratuito”. Potrebbe essere questo il tono di un’inserzione pubblicata dalla prima agenzia immobiliare di squatter del mondo, attiva a Praga da gennaio. Per correttezza dovrebbe anche contenere i seguenti dettagli: “Senza finestre, senza elettricità, muri ammufiti”. E, soprattutto, dovrebbe speciicare che solo se il proprietario è d’accordo gli inquilini non pagheranno nulla. Nella Repubblica Ceca l’occupazione di ediici abbandonati è un’attività che non ha mai avuto molto successo.

Da qualche tempo, però, gli squatter hanno cambiato strategia: prima di occupare cercano di mettersi d’accordo con i proprietari delle case abbandonate, che a Praga sono numerose. In Europa occidentale le occupazioni di case e palazzi in disuso sono cominciate negli anni sessanta, ma solo una ventina d’anni fa il movimento degli squatter è sbarcato in quella che era allora la Cecoslovacchia, e in particolare nella sua capitale. Gli squatter praghesi, però, non hanno mai potuto contare sul sostegno dell’opinione pubblica – come è invece successo a Berlino – e le occupazioni hanno sempre avuto vita breve.

Alcuni palazzi praghesi
Alcuni palazzi praghesi

Oggi nella capitale ceca l’unico squat aperto al pubblico è il Milada. Ed è proprio da qui che è partito il progetto di creare un’agenzia immobiliare senza scopo di lucro per diffondere lo squatting: un’idea che, in tempi di crisi, potrebbe avere un grande successo. “Mettiamo online le foto degli ediici abbandonati da tempo, insieme all’indirizzo del proprietario che reperiamo nel catasto”, spiega Tomas, uno dei coordinatori dell’iniziativa. “Chi è interessato può contattarlo direttamente o attraverso la nostra mediazione. I prezzi degli affitti sono troppo alti, fuori dalla portata di molti. E rischiano di aumentare ancora”. “Non si tratta solo di alloggi. C’è anche chi ha bisogno di un atelier o di uno spazio per far giocare i bambini”, precisa il suo collega Dan. Entrambi riiutano di rivelare il cognome e di essere fotografati. “Non siamo i portavoce del movimento”, spiegano, “vogliamo solo diffondere la pratica dello squatting”.

Dibattiti, cinema e mostre Oltre a dare informazioni sulle case disponibili, gli agenti immobiliari squatter offrono anche un supporto pratico a chi vuole trasferirsi in un ediicio abbandonato. L’esperienza non gli manca di certo: il Milada è occupato dal 1998. Dieci anni fa era un simbolo della scena alternativa praghese, ma con il tempo i concerti, le mostre e le discussioni politiche sono stati sostituiti dalla droga, dall’indifferenza e dalla passività dei nuovi occupanti. Poi, un anno e mezzo fa, nello squat si è trasferito un gruppo di ragazzi che ha rilanciato le attività culturali e politiche. Oggi il Milada è aperto anche agli ospiti in arrivo dall’estero, che spesso si fermano per lunghi periodi. Ma i problemi non mancano. L’occupazione del centro è ancora illegale e il suo futuro è incerto. A quanto pare l’ediicio, che è di proprietà pubblica, sarà presto messo in vendita. Quando succederà, lo sgombero sarà inevitabile.

Fuori dalla capitale le attività degli squatter sono più tollerate. A Karlovy Vary, per esempio, un gruppo anarchico ha recentemente avviato un’iniziativa simile a quella del Milada. “Stiamo ancora monitorando gli immobili, ma tra poco piazzeremo sulle facciate le informazioni che abbiamo raccolto”, spiega Jaroslav Vycichlo. Solo in una seconda fase ci sarà l’occupazione di un ediicio, dove nascerà un centro per la cultura alternativa. Per il momento, tuttavia, nessuno ha ancora contattato la nuova agenzia.

A Praga, invece, qualcosa si muove. Nell’arco di tre mesi l’agenzia degli squatter è stata contattata da trenta persone. “Studenti e anziani. Nella maggior parte dei casi si tratta di emergenze abitative”, spiega Tomas. Si è fatto vivo anche un proprietario, che ha chiesto di essere eliminato dal database dell’agenzia: aveva già trovato un inquilino per il suo appartamento. Una cosa è certa: inora non è stato occupato nessun immobile. “Per ora ci limitiamo a dare informazioni, aspettando che la situazione si sblocchi”, afferma Tomas. “Ma siamo decisi a portare avanti il progetto con tutte le nostre forze”.

[Fonte Respekt/Internazionale]

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