15 novembre 2018

Incredibile Renzi: il politico corrotto va amnistiato. In cambio di una promessa…

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Fra le eclatanti 100 proposte (!) fatte da Matteo Renzi alla Leopolda spicca al numero 13 l’amnistia per i politici corrotti. A noi una cosa del genere fa abbastanza schifo, e ci domandiamo che tipo di interessi voglia tutelare il sindaco giovane con questa idea.. Ecco il commento a questa oscenità di Lavinia Rivara per Repubblica.it. (rc)

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Il disegno di legge contro la corruzione nella pubblica amministrazione che da circa un anno e mezzo si trascina in Parlamento e che le opposizioni definiscono “un palliativo”, prevede tra l’altro l’inasprimento delle pene per chi commette questo reato. Il minimo di 6 mesi diventa un anno, il massimo di 3 anni viene portato a quattro. E alla Camera sono stati presentati emendamenti che vorrebbero introdurre punizioni anche più severe. Il punto più conflittuale è quello della incandidabilità ed ineleggibilità dei corrotti: il testo attuale affida al governo una delega per legiferare in materia. E questo non va bene secondo la minoranza, che ritiene la materia di competenza squisitamente parlamentare e vorrebbe norme strigenti.

Ora Matteo Renzi nelle sue 100 proposte per cambiare l’Italia tira fuori a sorpresa “l’amnistia condizionata” per i politici corrotti. Funzionerebbe così: se il corrotto confessa, fa i nomi dei suoi complici, restituisce l’eventuale maltolto e giura di abbandonare la politica si vedrà condonata la sua pena. La domanda è: perchè? Perchè i politici corrotti dovrebbero avere un trattamento di favore (probabilmente incostituzionale) rispetto a chi commette altri tipi di reato? Lasciamo stare i delitti più gravi, ma prendiamo un semplice rapinatore. Lui non avrebbe diritto all’amnistia anche se confessa, denuncia i suoi complici e rinuncia al bottino, naturalmente promettendo di non candidarsi mai a ruoli politici. Papa, Romano, Milanese e Penati, se saranno condannati, avrebbero la possibilità di non scontare la loro pena, mentre un piccolo truffatore continuerebbe ad andare in carcere anche se ammette la sua colpa e risarcisce chi ha danneggiato.

E ancora: se il politico si impegna a non candidarsi e poi ci ripensa? Non servirà una legge per vietargli di farlo? Insomma Renzi sembra non sapere che da anni si discute del diritto-dovere dello Stato di vietare l’elezione di politici giudicati colpevoli da un tribunale (mentre lo sanno bene Di Pietro e Grillo che ne hanno fatto uno dei loro cavalli di battaglia). E sembra ignorare anche che il Parlamento sta discutendo una legge che va in direzione opposta alla sua proposta, perchè punta ad inasprire le norme anti-corruzione. Ed è proprio l’opposizione, di cui lui farebbe parte, che spinge in quella direzione.

Potete commentare il post direttamente sul blog di Lavinia Rivara
http://rivara.blogautore.repubblica.it/2011/11/01/limprobabile-amnistia-di-renzi/

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