21 novembre 2018

Inchiesta derivati a Firenze, ipotesi truffa aggravata: sequestrati 22 milioni di euro. I commenti di De Zordo e Renzi

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Derivati a Wall Street

La Guardia di Finanza di Firenze ha posto oggi sotto sequestro preventivo 22 milioni di euro in istituti di credito nazionali e stranieri per i quali si ipotizza il reato di truffa aggravata, relativamente a contratti di finanza derivata sottoscritti dalla Regione Toscana, dal Comune di Firenze e da altri 3 Comuni della provincia fiorentina. Lo riferisce la stessa Guardia di Finanza in una nota. Le operazioni delle fiamme gialle, coordinate dalla Procura di Firenze, sono state focalizzate su Swap stipulati al 1999 in poi dalla Regione Toscana, dal Comune di Firenze e dai Comuni di Campi Bisenzio, San Casciano Val di Pesa e Tavernelle Val di Pesa per somme pari a oltre 1,4 miliardi di euro.

Oltre a profitti illeciti acquisiti ingiustamente dalle banche, spiega la Gdf nella nota, e’ stato stimato che le perdite che gli enti interessati hanno accumulato, in conseguenza della sottoscrizione dei citati contratti derivati, ammontano a circa 123 milioni di euro. Gli indagati sono 22: si tratta di dirigenti, funzionari e consulenti delle banche. Sono in corso anche 29 perquisizioni in abitazioni e uffici di dipendenti delle banche e amministratori pubblici.

Il sequestro delle somme, che secondo gli inquirenti costituirebbero un illecito profitto, e’ stato eseguito dalla Guardia di Finanza di Firenze nei confronti di Merrill Lynch International di Dublino (circa 15milioni), Deutsche Bank AG di Londra (circa 1 milione e 700mila euro), Ubs Investment Bank di Londra (circa 1 milione di euro), Natixis Sa di Parigi (circa 2milioni 200mila euro), Monte dei Paschi di Siena (750mila euro), Dexia Crediop di Roma (634mila euro). (Fonte Adnkronos)

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De Zordo: “Amministrazione immobile per anni. La giunta renda conto in Consiglio”

“perUnaltracittà chiede che l’assessore al bilancio Angelo Falchetti renda conto al Consiglio dell’utilizzo dei prodotti derivati, anche in relazione dell’inchiesta giudiziaria, già dalla prima seduta possibile, quella del 10 gennaio. E’ dal 2007 che stigmatizziamo l’uso dei derivati a sostegno alla finanza pubblica locale”. Lo ha detto Ornella De Zordo commentando l’inchiesta della Procura di Firenze che ha portato la Guardia di Finanza a indagare 22 persone e sequestrare 22 milioni di euro a banche italiane ed estere per il presunto reato di truffa aggravata su operazioni di finanza derivata, i cosiddetti Swap, stipulati dal 1999 in poi anche dal Comune di Firenze, oltre che da Regione Toscana ed altri comuni fiorentini.
“Al di là di ciò a cui porterà l’inchiesta della Procura fiorentina è ormai chiaro come la giunta guidata da Leonardo Domenici potrebbe essere responsabile dell’ampio utilizzo dei derivati in operazioni rischiose e speculative. Operazioni che rappresenterebbero un danno per i cittadini che avranno comunque l’onere di ripianare i debiti contratti – nel caso aumentati d’importo per una gestione improvvida dello strumento finanziario  – con l’aumento dei prelievi fiscali e con un’erosione dei servizi offerti dagli enti pubblici stessi”.
“Come primo atto di questa legislatura, nel giugno 2009, perUnaltracittà ha presentato in Consiglio Comunale una mozione perché i cittadini siano debitamente informati su questo fenomeno  – ha ricordato De Zordo – e non venisse più fatto ricorso all’utilizzo dei derivati in futuro da parte del Comune di Firenze. La nostra richiesta prevedeva che il Comune privilegiasse tutte le operazione di finanza purché trasparenti ed etiche, con il pieno coinvolgimento e la diffusione dell’informazione verso i cittadini, e che rendesse pubblico il dettaglio di tutte le operazioni compiute dall’amministrazione; dopo un iter durato alcuni mesi, nel gennaio 2010, le nostre richieste sono state accolte nella sostanza dalla Commissione Controllo e quindi dal Consiglio comunale”.
PerUnaltracittà ha aderito sin dal 2007 alla campagna nazionale “A carte scoperte” – promossa dall’autorevole associazione Finansol.it – per una piena e trasparente informazione sul fenomeno dell’utilizzo dei derivati. In questi anni, infatti, molti enti locali e regioni italiane hanno utilizzato i derivati come meccanismo finanziario di sostegno alla finanza pubblica locale. A fine 2006, secondo il Ministero del Tesoro, gli enti locali e le regioni italiane sono esposti per complessivi 13 miliardi di euro. Sempre per il Ministero del Tesoro tra il 2002 e il primo semestre 2007 sono circa 900 i derivati firmati da 525 enti locali e regioni (459 Comuni, 45 Province, 17 Regioni e 4 Comunità montane) di cui ben 151 stipulati tra gennaio e il 30 giugno scorso. Per Banca d’Italia il valore di mercato dei derivati in tasca agli enti locali lo scorso anno era negativo per un miliardo e 55 milioni di euro, su una perdita complessiva di 5 miliardi di euro attribuibili al sistema paese.
Secondo la Consob a giugno 2004 il controvalore nozionale delle posizioni in derivati detenute da intermediari italiani nei confronti di imprese ed enti locali risultava pari a circa 146 miliardi di euro. Circa l’80% dei contratti risulta in perdita con una rimessa media per operazione di circa 80.000 euro. L’inchiesta dell’Autorità di controllo della Borsa sottolineava come gli Enti Locali avessero peraltro subito perdite medie molto più elevate di quelle delle imprese (circa 430.000 euro contro 76.000 ), anche a causa della dimensione media dei contratti più elevata (circa 12 milioni di euro di valore nozionale, contro i 2,6 milioni di euro delle imprese).
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Ecco, uscito in serata, il commento di Matteo Renzi, sindaco di Firenze: ”Sugli swap l’amministrazione comunale ha gia’ fatto quello che doveva fare, interrompendo i pagamenti. Nel rispetto dell’indagine della magistratura, noi pensiamo che a questo bisogna guardare con molta attenzione, considerando che il Comune in questa vicenda puo’ recuperare dei soldi e questo sarebbe un fatto molto importante. Ci siamo autotutelati bloccando i pagamenti qualche settimane fa – ha concluso Renzi -. Adesso stiamo a vedere cosa succedera”’.

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