Inceneritori in Toscana. Allattamenti alla diossina a Montale

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Speriamo che il bimbo non sia di Montale...

Diossine sono state scoperte in campioni di latte materno di donne abitanti a Montale, localita’ vicino a Pistoia dove e’ presente un impianto di incenerimento dei rifiuti. Lo rende noto il Comitato contro l’inceneritore di Montale che, spiega una nota, ”dopo aver ripetutamente sollecitato senza successo amministrazioni e organi competenti ad eseguire controlli biologici e sanitari sulle persone da sempre residenti nelle vicinanze dell’inceneritore, ha provveduto a proprie spese ad eseguire in un laboratorio accreditato la ricerca di inquinanti ambientali”.

Gli esami sono stati fatti su campioni di latte materno di mamme che abitano in case situate nell’area di ricaduta dell’impianto. Secondo il Comitato ”di particolare interesse e’ stato il riscontro di Pcb che in entrambi i campioni di latte materno hanno infatti impronte digitali (profili emissivi) del tutto sovrapponibili a quelle riscontrate dalle indagini dell’Asl nelle carni di pollo e a quelle riscontrate nelle emissioni dell’inceneritore da Arpat e dallo stesso gestore, a dimostrazione di quella che e’ la causa preponderante dell’inquinamento esistente nella zona”.

Il Comitato contro l’inceneritore ha anche evidenziato che ”le inopportune affermazioni date a suo tempo dalle istituzioni circa la totale assenza di Pcb nelle emissioni dell’inceneritore trovano ora ulteriore smentita sulla base di indagini che i cittadini, di tasca loro, hanno provveduto ad eseguire”. (Ansa)

Ecco il testo della denuncia del Comitato contro l’inceneritore di Montale

Il Comitato contro l’inceneritore di Montale, dopo aver ripetutamente sollecitato senza successo Amministrazioni e Organi competenti ad eseguire controlli  biologici  e sanitari sulle persone da sempre residenti nelle vicinanze dell’inceneritore, ha provveduto, a proprie spese,  ad eseguire  in laboratorio accreditato la ricerca di inquinanti ambientali su campioni di latte materno di mamme residenti in area di ricaduta dell’impianto.
I risultati sono stati presentati  dalla Dott.ssa  Patrizia Gentilini al Convegno tenutosi il 22 u.s. a Pistoia, dal titolo: “la nostra salute, quanto dipende da noi stessi, quanto dal dottore e quanto da chi ci amministra?”
Dal Convegno é emerso che le analisi hanno confermato la presenza di diossine nei campioni di latte materno esaminati,  come già noto dalla letteratura,
e di particolare interesse è stato  il riscontro di PCB che in entrambi i campioni di  latte materno hanno infatti impronte digitali (profili emissivi)   del tutto  sovrapponibili  a quelle riscontrate dalle indagini dell’ASL nelle carni di pollo   e a quelle riscontrate nelle emissioni dell’inceneritore da ARPAT e dallo stesso gestore, a dimostrazione di quella che è la causa preponderante dell’inquinamento esistente nella zona della piana.
Le inopportune affermazioni date a suo tempo dalle Istituzioni circa la totale assenza di PCB nelle emissioni dell’inceneritore di Montale e già smentite dalle  analisi sulle emissioni stesse,  trovano ora  ulteriore smentita sulla base di indagini  che i cittadini, di tasca loro, hanno provveduto ad eseguire,  a dimostrazione,  ancora una volta,  che tutto ciò che esce dai camini si ritrova nel nostro stesso corpo.
Il Comitato, nel sollecitare gli organi di controllo ad esercitare il ruolo che la legge loro affida, ribadisce la propria volontà di proseguire comunque in questo tipo di analisi  i cui risultati saranno sempre prontamente comunicati alla cittadinanza.
Il Comitato invita tutti coloro che hanno a cuore la salute a contribuirvi  concretamente scrivendoci al  no.incenerit-montale@tele2.it .

E infine, ecco la posizione sugli inceneritori del candidato alla presidenza della Regione Toscana Enrico Rossi

0 Comments

  1. Pingback: nuova resistenza » Inceneritori in Toscana. Allattamenti alla diossina a Montale | l’Altracittà

  2. roberto

    Il prossimo governatore della Regione che fino ad ieri si è occupato di sanità, con una certa dose di autorevolezza e di efficienza, oggi si presenta per la successione a Martini con un biglietto da visita, che promette scelte come quella di considerare gli inceneritori come una possibile fonte di introito, e non di ulteriore inquinamento, piuttosto inquietante.
    Siccome le bugie hanno le gambe corte, e le persone con le gambe corte in questo momento vanno particolarmente forte, bisognerebbe cercare di trovare qualcuno , come alternativa, che oltre ad avere le gambe lunghe, non sia notoriamente “bischero”, come spesso lo sono i lunghi, che ci levasse da ogni possibile pasticcio per l’avvenire, perchè ai bambini bisogna dare il latte buono, non quello avvelenato.
    Veleni ne assumeranno a volontà crescendo!

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  3. Vincenzo Loreti

    Giustissimo fare un dosaggio della diossina sul latte materno di donne che vivono in un raggio ristretto dall'inceneritore, poi bisogna allargarlo di qualche chilometro, poi ancora di altri chilometri, ed infine farlo su donne ad esempio che vivono molto lontano come a Pistoia. Solo in questo modo si può risalire alla fonte inquinante.

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