24 settembre 2018

Inceneritore, fatti più in là: parlano i Verdi

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Verdi Firenze
L’associazione WWF perora giustamente soluzioni al problema dei rifiuti basate sulla raccolta differenziata spinta, e ancor prima e ancor di più sulla riduzione a monte della produzione dei rifiuti. Tra l’altro queste priorità sono indicate e stabilite proprio grazie alla presenza dei Verdi nel precedente Governo, precisamente con il decreto Ronchi. In questo senso in provincia di Firenze non siamo certo a livelli ottimali, anzi la tendenza è all’aumento della produzione di rifiuti, mentre la raccolta differenziata cresce troppo lentamente, con vistose lacune ad esempio per quel che riguarda l’organico.
C’è perciò molto da lavorare, e ben vengano le sollecitazioni e le critiche delle associazioni e dei comitati, a spingere e incalzare un’amministrazione e una classe politica in cui i Verdi, ancora oggi e, incredibilmente, forse più di ieri, si trovano a predicare nel deserto e a lottare per piccoli miglioramenti che, in un quadro tutt’altro che esaltante, a volte appaiono quasi irrisori, e spesso generano più rabbia che altro. È comprensibile in tale contesto che spesso le associazioni se la prendano proprio con il partito dei Verdi, dal quale si vorrebbe di più, e che certi piccoli miglioramenti che otteniamo non vengano fino in fondo apprezzati, o siano sottovalutati. Cerchiamo però di non esagerare, altrimenti si rischia di danneggiare proprio le istanze che si vogliono difendere, e di delegittimare anche quei pochi che si arrabattano per qualche cambiamento.
Nel merito, con il piano provinciale dei rifiuti già approvato e l’inceneritore ormai politicamente non evitabile, lo spostamento da Osmannoro a Case Passerini è certamente un fatto positivo, perchè colloca il termovalorizzatore meno vicino a zone abitate (ricordiamoci che il problema non sono solo le emissioni, ma anche il traffico connesso all’inceneritore: questo fattore con Case Passerini è di certo meno impattante), e nel contempo più prossimo al centro raccolta dell’organico, diminuendo l’impatto globale complessivo. Bisogna poi dire che, anche in aree come il Nord Europa, con raccolta differenziata avanzatissima, gli inceneritori esistono egualmente, e sono comunque più ecologici delle discariche, su questo non ci piove. Un no secco all’inceneritore oggi a Firenze rischia di voler dire “sbologniamo fuori provincia i nostri rifiuti”, il che è antiecologico oltre ogni dire (infatti un altro principio del decreto Ronchi è lo smaltimento in loco dei rifiuti prodotti sul territorio). Detto questo, continueremo a lavorare affinchè gli inceneritori non siano la priorità ed il modo con cui le amministrazioni si lavano le mani del problema rifiuti, e certamente ci sarà prezioso l’aiuto e la critica del WWF, dei movimenti e dei cittadini giustamente arrabbiati.

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