Inceneritore, troppa diossina a Montale. I comitati chiedono la chiusura

image_pdfimage_print

Ilaria Ciuti da Repubblica Firenze

Montale, l’inceneritore è di nuovo alle prese con lo spettro della diossina. Questa volta, al contrario di quanto accadde nel 2007 quando l’impianto chiuse, non siamo ancora all’allarme rosso, ma alla soglia di attenzione stabilita dalla Provincia di Pistoia. Abbastanza però per preoccuparsi, visto che di diossina si tratta, che comunque la quantità trovata nei fumi dall’Arpat è superiore a quella abituale e che solo in questi giorni si comincia a verificare perché sia successo. Quando sono passati quasi due mesi da quando, il 9 dicembre 2010, sono stati fatti i rilievi sui fumi dell’inceneritore e più di un mese dal giorno, il 30 dicembre, in cui i risultati delle analisi sono stati portati a compimento dall’Arpat che li ha trasmessi il 20 gennaio scorso alla Provincia, la quale li ha ricevuti il 26 e alla fine della scorsa settimana ha invitato il C.I.S, la società partecipata dai comuni di Montale, Agliana e Quarrata e coadiuvata dalla Ladurner che gestisce l’inceneritore, a fare verifiche straordinarie.
Le date si evincono dal sito della Provincia pistoiese. Le ha sottolineate alla presidente della Provincia, Federica Fratoni, la professoressa Patrizia Gentilini che rappresenta i Comitati della Piana Fi-Po-Pt. Gentilini chiede perché non si sia intervenuti prima, perché non si sia informata la cittadinanza e si preoccupa di quanta diossina possa avere sparso l’inceneritore sul terreno da allora a oggi. Lo stesso fa un’interrogazione urgente in comune della lista civica «Decidi anche tu» di Agliana e Montale allegando il documento con cui Arpat in data 20 gennaio 2011 comunica le analisi alla Provincia. I comitati chiedono la chiusura dell’inceneritore: «Sono evidenti le sue responsabilità nella pesante contaminazione di diossine riscontrate in tutta l’area di ricaduta».
Replica l’assessore all’ambiente Rino Fragai che i tempi delle procedure sono quelli e che comunque siamo solo all’attenzione, per di più stabilita dalla Provincia e non dalla legge. Non c’è bisogno, continua, di agire di corsa, né di avvertire la cittadinanza. Si debbono, questo sì, fare le verifiche obbligatorie e, se necessario, un intervento eccezionale di manutenzione. Il limite di sicurezza, oltre il quale gli impianti devono chiudere, è per la diossina di un nanogrammo a metro cubo. Ma, dopo l’esperienza del 2007, la Provincia ha stabilito tramite l’Aia, l’Autorizzazione integrata ambientale, che si debba correre ai ripari già quando nei fumi dell’inceneritore di Montale venga trovata la metà del pericoloso inquinante, ossia 0,5 nanogrammi. Come appunto è stato rilevato.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *