Inceneritore di Pontassieve: 90 milioni inutilmente bruciati e aumento delle tariffe

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a cura della redazione di Sieve Notizie
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PONTASSIEVE – Il termovalorizzatore di Selvapiana costerà circa 90 milioni di euro e smaltire i rifiuti costerà il doppio di quanto oggi si spende a Firenze per smaltirli in una discarica. Questi i numeri che emergono del Piano Economico e Finanziario (PEF)redatto da Aer Impianti, società che dovrà costruire l’impianto, approvato a fine dicembre dall’Assemblea dell’ATO Toscana Centro.

L’impianto di termovalorizzazione dei Cipressi, che dovrà sorgere in località Selvapiana nel Comune di Rufina dove ora è presente la stazione ecologica, costerà precisamente 88.143.586,04 euro, quasi 90 milioni di euro, tra opere strutturali ed edili, per il sistema di combustione, il trattamento dei fumi e gli impianti elettrici, meccanici e antincendio, oltre ad altre molte voci. L‘impianto potrà accogliere circa 60.000 mila tonnellate di rifiuti all’anno ma è stato previsto che accoglierà solo il 16% dei rifiuti dalla Valdisieve (10.513) mentre la gran parte (34.228 tonnellate) arriveranno da tutti i territori dell’ATO Toscana Centro e una parte (15.000) dall’ATO Toscana Sud.

Nello stesso PEF però si fa notare come il costo di questo impianto sia superiore ad altri, come a quello di Torino, Parma, Case Passerini e Testi, precisando che “la differenza tra i costi stimati e quelli proposti da AER Impianti Srl […] impone comunque la necessità di richiedere che il proponente valuti ulteriori riduzioni da sottoporre ad ATO”.

Ma se costa tanto l’impianto purtroppo non costerà meno al cittadino smaltire i rifiuti. Sempre secondo il PEF, in cui si fa riferimento a due scenari, nel primo scenario, che prevede una durata di concessione dell’impianto di 18 anni, il costo per smaltire una tonnellata di rifiuti sarà di 233,07 euro dal 2012 fino alla costruzione, 246,91 a partire dal 2016 e 323,55 euro nell’ultimo anno di gestione. Nel secondo scenario invece le tariffe saranno rispettivamente di 188,99 euro, 200,13 euro e 317,63 euro.

Cifre che hanno fatto subito gridare allo scandalo le Associazioni contrarie che, oltre ad opporsi all’impianto – giudicato come un intervento che duturpererà la vallata, i prodotti agricoli, e la qualità dell’aria – contestano il fatto che la media pagata oggi dai fiorentini per smaltire una tonnellata di immondizia in discarica si aggira intorno ai 170 euro, compreso il costo di trasporto. La conseguenza sarà dunque un aumento della tariffa dei rifiuti negli anni a venire e non solo per i cittadini della Valdisieve, perché a Selvapiana appunto si bruceranno soprattutto rifiuti provenienti dalle altre zone dell’area Firenze-Prato-Pistoia. L’unica soluzione per contenere i costi, sempre secondo il piano di Aer Impianti, è una riduzione degli oneri di mitigazione ambientale e una modifica all’autorizzazione, in modo da poter bruciare anche rifiuti indifferenziati non pretrattati.

Ma il referendum di giugno non aveva abolito la gestione dei servizi pubblici a carico dei privati? – tuona l’Associazione Vivere in Valdisieve – Cari amici che avete sempre detto che gli amministratori a voi vicini dicevano che non si sarebbe fatto, si va avanti tutta. Manca solo il nome del finanziatore che non tardera’ a farsi viso, visto che i profitti sono assicurati”. Infatti manca proprio il finanziamento per avviare i lavori, i quali potrebbero scattare già dal 2013-2014, come ha confermato ad una radio locale lo stesso Sindaco di Rufina, Mauro Pinzani.Adesso dovranno essere trovati gli investimenti e fatto quello le procedure per i lavori potranno partire – ha detto alla trasmissione mattutina di Lady Radio – Il compito del Sindaco è di adempiere alle pianificazioni superiori. Non viene data dalle istituzioni una alternativa per la soluzione delle tematiche dei rifiuti”.

Dalle istituzioni, che vogliono superare lo smaltimento nelle discariche, i termovalorizzatori sono la soluzione ideale, anche se le Associazioni e Comitati – contrari alla costruzione – propongono una raccolta differenziata altissima. Il rammarico, anche degli amministratori e di chi è del settore, è che non venga sostenuta in modo concreto e forte la pratica del riciclaggio che potrebbe avvenire anche grazie ad una riduzione delle imposte per quelle imprese che acquistano prodotti che escono da una filiera virtuosa.

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