24 settembre 2018

Inceneritore di Montale. I cittadini diffidano sindaci e Regione. I prodotti alimentari della zona sono pericolosi

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo

ATTO DI DIFFIDA AI SINDACI E AL PRESIDENTE DELLA REGIONE TOSCANA PER L’INCENERITORE DI MONTALE

AGLIANA 10 APRILE 2010

Il Coordinamento dei Comitati della Piana, Il Forum Ambientalista, Il Comitato per la Chiusura dell’Inceneritore di Montale, Il Comitato Cittadini Uniti Montemurlesi in data odierna hanno tenuto una CONFERENZA STAMPA AD AGLIANA PRESSO IL BAR NAZIONALE per comunicare che in questi giorni hanno notificato al Presidente della Giunta Regionale Toscana, ai Sindaci dei comuni di Montale, Agliana, Quarrata, Pistoia, Montemurlo e Prato nonché al Presidente della Provincia di Pistoia, FORMALE ATTO DI DIFFIDA AFFINCHE’ EMETTANO ORDINANZE DI DIVIETO DI CONSUMO E COMMERCIALIZZAZIONE di prodotti alimentari di origine animale e vegetale, coltivati e allevati nelle aree di ricaduta degli inquinanti che fuoriescono dall’inceneritore di Montale, tenuto conto che lo stesso Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e Toscana di Roma che ha analizzato i campioni animali dell’area posta nella provincia di Pistoia –zona rossa, ha rilevato “ una pressoché totale presenza” nei campioni di origine animale, di diossina e di PCB diossina simili anche assai superiori di legge previsto in 4 pg/g TE, come pure per campionamenti posti nell’area della provincia di Prato, nei comuni di Montemurlo e di Prato.

Il Forum Ambientalista ed i Comitati denunciano che le Ordinanze non sono state emesse neppure all’indomani dei risulati delle autoanalisi sul latte materno fatte per iniziativa del Comitato contro l’Inceneritore di Montale e grazie alla disponibilità e al coraggio di due madri di Montale e Agliana residenti in area di ricaduta che avevano volontariamente accettato di sottoporre ad analisi il proprio latte a circa due settimane dal parto. L’indagine, eseguita presso il Consorzio Interuniversitario Nazionale “la chimica per l’ambiente” di Porto Marghera , ha evidenziato una consistente presenza di diossine e PCB, superiore anche ai limiti normativi previsti per il latte vaccino che è pari a 6 pg/g TE. In particolare l’analisi del latte materno ha messo in evidenza che il profilo di dodici molecole diossino-simili appartenenti ai PCB è del tutto sovrapponibile al profilo dei PCB emessi dall’impianto (analisi al camino effettuati in autocontrollo e dall’ARPAT negli ultimi anni) e al profilo dei PCB riscontrati nella carne di pollo, tanto da far ritenere ragionevolmente certa l’origine della contaminazione ambientale nell’impianto di incenerimento dei rifiuti di Montale.

Tutti questi dati convergono nel far ritenere la sussistenza di una situazione ambientale e sanitaria di rischio concreto per la salute delle popolazioni della zona, e mentre i cittadini ignari continuano a consumare e commerciare i prodotti alimentari, le amministrazioni locali né informano né tutelano con ordinanze di divieto di consumo e commercializzazione dei prodotti contaminati. Noi riteniamo che tali provvedimenti non siano più rinviabili anche in considerazione dell’aggravamento della situazione ambientale e sanitaria dell’area in dipendenza dell’accumulo progressivo al suolo e nelle matrici alimentari di inquinanti persistenti , quali le diossine e i policlorobifenili, per causa delle continuative immissioni nell’ambiente , accumulatesi negli anni in quantitativi elevati, nonché quotidianamente determinate dalle emissioni dell’ impianto di incenerimento, attualmente in funzione e che ,come ogni impianto del genere, è riconosciuto sicura fonte di produzione delle dette sostanze.

Abbiamo indirizzato la diffida al Presidente della Giunta regionale e ai Sindaci, che in qualità autorità sanitarie locali, a sensi dei poteri ad essi conferiti dall’art.32 L.833/78 anche agli effetti dell’ articolo 328 c.p, provvedano al compimento senza ritardo di atti del proprio ufficio per ragioni di igiene e sanità, Il Forum Ambientalista il Coordinamento dei Comitati e i Comitati dei cittadini firmatari informano che, qualora entro i prossimi giorni, non dovesse essere dato seguito a quanto richiesto verranno interessate le Procure di Firenze, Prato e Pistoia per quanto di loro rispettiva competenza affinché valutino la sussistenza a carico dei diffidati del reato di “Rifiuto in atti di ufficio”. Viene richiesto inoltre che le amministrazioni si facciano carico di indennizzare e risarcire i produttori agricoli della zona per i danni subiti.

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