23 settembre 2018

In soccorso di un bene comune

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BirdLife international spedirà al più presto 5 squadre di naturalisti in Iraq per verificare l’impatto della guerra sulla conservazione degli habitat e delle specie. Nell’arco di un mese saranno esaminati i luoghi più rilevanti e verranno avanzate proposte di intervento. “Un’errata gestione della ricostruzione rappresenta in questo momento la più grave minaccia per la biodiversità e per le specie viventi del luogo”, ha affermato Richard Porter, coordinatore per BirdLife del Progetto Iraq. Questa indagine iniziale sarà seguita da altre quattro che esamineranno tutte le 42 IBA irachene (aree importanti per gli uccelli) e soprattutto l’area paludosa della Mesopotamia. Nello scorso decennio questa regione è stata quasi interamente prosciugata, mettendo a rischio estinzione diverse specie di volatili. Un’area già duramente provata dalle guerre Iran-Iraq (1980-1988) e dalla Guerra del Golfo del 1991, che videro anche, nel primo caso, l’uso di armi chimiche e al napalm.
BirdLife lavorerà in stretta collaborazione con il Programma Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP), una squadra di ornitologi ed ecologisti iracheni e altre agenzie interessate alla biodiversità della regione.
www.birdlife.net www.lipu.org

“Non appena sarà possibile, la WSPA (World Society for the Protection of Animals) invierà una spedizione di veterinari per valutare gli interventi da effettuare ed iniziare ad operare a favore degli animali iracheni. La situazione maggiormente evidenziata come drammatica dai mezzi d’informazione è quella dello zoo di Baghdad ma in realtà i problemi, com’è facile immaginare, sono molto più estesi e riguardano, ad esempio, anche i randagi e gli animali allevati” dichiara Adolfo Sansolini, presidente della LAV.
La LAV sostiene questa iniziativa della WSPA lanciando una campagna straordinaria di raccolta di fondi. Per contribuire, ccp n. 24860009 intestato a LAV Lega Anti Vivisezione – Via Sommacampagna 29 – 00185 Roma , causale “animali iracheni”.
“La situazione degli animali iracheni è un’emergenza nell’emergenza”, conclude Sansolini, ”l’impegno della WSPA e della LAV deve essere interpretato come un gesto di solidarietà sia verso gli animali sia verso la popolazione che, gravata da tante difficoltà, difficilmente potrà occuparsi anche di animali feriti e affamati: una situazione che, se non controllata, potrebbe trasformarsi in un’ecatombe ed avere anche conseguenze sanitarie serie”.
www.infolav.org

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