In memoria dell’olocausto Rom

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ma soprattutto una vittoria per la città di Firenze” ecco il commento a caldo dell’assessore all’immigrazione Marzia Monciatti dopo l’approvazione della mozione da lei stessa presentata da parte del Consiglio Comunale. Con questo voto è stata istituita a Firenze “La Giornata della Memoria”, per ricordare la persecuzione razziale e lo sterminio del popolo Rom da parte del nazi-fascismo.
Leggiamo sulla delibera che il Consiglio Comunale “…decide di adottare il termine ‘porrajmos’ che, nella lingua rom significa ‘divoramento’ e indica il ricordo della persecuzione e dello sterminio che il Terzo Reich attuò nei loro confronti […].Ricordare il porrajmos significa stringere legami più forti con un popolo che ancora oggi è vittima di pregiudizi, emarginazione, separatezza e stereotipati luoghi comuni in gran parte dell’opinione pubblica. Ricordare il porrajmos significa, per Firenze, essere la città che rende giustizia e risarcimento a un silenzio troppo lungo che ha accompagnato la storia della persecuzione, prigionia e sterminio del popolo Rom […] Il Consiglio Comunale candida Firenze ad ospitare, l’8 Aprile di ogni anno, iniziative, convegni, dibattiti e approfondimenti per la Giornata della Memoria dedicata al porrajmos del popolo Rom.”.
Il Consiglio ha approvato la delibera con il voto a favore di tutti gli schieramenti, e la sola astensione di due consiglieri. La Giornata della Memoria sarà festeggiata ogni anno in data 8 aprile, giorno della Festa Internazionale del Popolo Rom istituita a partire dal 1971, anno del primo congresso internazionale. L’8 aprile per i Tom di tutto il mondo è la “Festa del Millennio”, così chiamata perché ricorda la partenza dei Rom dall’India, loro luogo di origine, circa mille anni fa.
All’iniziativa organizzata l’8 aprile presso la Casa del Popolo di via Maccari dall’associazione Rom “Amalipè romano (amicizia Rom)” assieme ad altre associazioni fiorentine, l’Assessore Monciatti ha così commentato la delibera di Consiglio: “la persecuzione e lo sterminio dei rom sono state eseguite anche in campi fuori dalla Germania nazista (dove si è effettuato l’eccidio del Campo Zingari, Zigeunerlager, di Birkenau), basti ricordare Ante Pavelic, sostenitore del separatismo croato, che con i suoi Ustascia portò a termine numerose uccisioni di massa di ebrei e rom. Numerosissimi zingari arrestati vennero rinchiusi in campi tra i quali il maggiore fu quello di Jasenovac. Esecuzioni feroci a colpi di bastone per non ‘sprecare pallottole’ venivano eseguite quotidianamente anche nei campi di Ustice e di Gravina. Questa storia è abbastanza sconosciuta ai più e solo recentemente inserita in alcuni libri scolastici di storia”.
I rom presenti hanno giudicato molto importante il riconoscimento del consiglio comunale: “Firenze – hanno detto – risulta così il primo comune in Italia a istituire una giornata della memoria per lo sterminio del popolo rom”, che si aggiunge a quella già prevista a gennaio per ricordare la Shoà del popolo ebraico.

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