13 dicembre 2018

In ricordo di Moustapha, ucciso sul lavoro

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Un presidio per ricordare la morte di Moustapha Scara, ventiduenne marocchino ucciso sul lavoro da norme assenti o non rispettate; ucciso mentre smontava le strutture utilizzate per Pitti Bimbo all’interno della Fortezza Da Basso. Ed è proprio all’ingresso della Fortezza, in piazza Bambini di Beslan, che stamani semplici persone e gruppi di attivisti, tra cui il CPA, l’Assemblea Autoconvocata, il Centro delle Culture, si sono trovati per denunciare l’assenza di sicurezza sui luoghi di lavoro.

In ricordo di Moustapha, ucciso sul lavoro a Pitti Bimbo
In ricordo di Moustapha, ucciso sul lavoro a Pitti Bimbo

Era presente tra gli altri anche Gabriele Palloni, consigliere di Per Unaltracittà al Quartiere 1: “E’ l’ennesima morte assurda, di una persona ‘invisibile’ per lo Stato, anche se il suo lavoro – probabilmente a nero e sottopagato – esisteva eccome. Moustapha è morto il giorno in cui al Senato è stato approvato il Pacchetto Sicurezza, una serie di norme crudeli e razziste secondo le quali l’immigrazione clandestina è un reato. Se fosse sopravvissuto – ha concluso Palloni – Moustapha avrebbe potuto essere denunciato dal personale ospedaliero che lo curava e quindi rinchiuso in un C.I.E. (Centro di Identificazione ed Espulsione), privato dei più elementari diritti, fino a sei mesi. E poi forse espulso verso chissà dove.”

Per la consigliera comunale Ornella De Zordo è necessaria: “Una mobilitazione personale e collettiva per la difesa dei diritti, sia dei lavoratori che degli immigrati, ormai considerati ambedue solo un mero ingranaggio di un sistema economico marcio, capace solo di sfruttare i più deboli per mantenere alti gli stili di vita di una classe dirigente politica ed economica incapace di guardare al futuro e al bene delle persone. Il termine “sicurezza” – ha concluso De Zordo – va ridefinito in una chiave più realistica che consideri gli immigrati persone con gli stessi diritti di chi non è costretto a migrare, e ampliato ad altri aspetti a partire dalla sicurezza sui luoghi di lavoro, all’emersione del lavoro nero, all’inquinamento che uccide, ad un sistema infrastrutturale e di trasporto fragile come ha dimostrato la recente tragedia di Viareggio”.

Lo striscione dei lavoratori marocchini
Lo striscione dei lavoratori marocchini

Per il Centro Popolare Autogestito si tratta: “Delle ennesime vittime di un sistema perverso che vede davanti a se solo profitto per le classi ricche, per i padroni, e sfruttamento per le classi povere, per i lavoratori, di qualunque nazionalità essi siano. Questa è la semplice verità. Cercano, attraverso campagne politiche e menzogne giornalistico-televisive, di dividere i lavoratori, gli sfruttati, in nome di una soluzione individuale alle vere insicurezze che ci sono: la casa, il salario, un lavoro stabile, la sicurezza di un futuro migliore. Le loro priorità sono la costruzione della TAV ed il Pacchetto sicurezza, non certo la messa in sicurezza delle nostre ferrovie come a Viareggio o il dramma di centinaia di morti in mare, nei cpt, sui posti di lavoro”.

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