In Regione la maggioranza litiga sullo stipendio dei preti in corsia

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di Sandro Bennucci da La Nazione Firenze

«Sono settantasette i sacerdoti assunti a tempo indeterminato dalle Asi della Toscana, e costano 2 milioni e 150 mila euro l`anno di soldi pubblici», spiegano ai giornalisti Monica Sgherri e Mauro Romanelli del gruppo Fds-Verdi. Che aggiungono: «Alla cifra bisogna sommare 108mila euro per la pensione integrativa a 10 suore delle Oblate».
Così, intorno ai «preti in corsia», caso sollevato dal socialista Pieraldo Ciucchi durante la discussione preliminare sul bilancio (e riportato da La Nazione 1`8 ottobre), è ormai tempesta politica.
La Sgherri, già capogruppo di Rifondazione, e l`ambientalista Romanelli, affondano il colpo: «Chiediamo al presidente Enrico Rossi e all`assessore alla sanità, Daniela Scaramuccia, di bloccare immediatamente la convenzione fra Regione e Conferenza episcopale toscana e queste assunzioni. Vanno rivisti gli accordi,
estendendoli a tutte le altre confessioni, eliminando qualsiasi elemento di assunzione e retribuzione. Perché l`assistenza religiosa ai malati dev`essere fatta da persone veramente motivate, in nome del volontariato, anche a tutela dei diritti spirituali del paziente». Soddisfatto Pieraldo Ciucchi, che rivendica la «primogenitura» in questa polemica («Mi hanno seguito, ora Rossi dovrà intervenire….»), mentre Giuseppe Del Carlo, capogruppo dell`Udc, dopo un lungo passato nelle file democristiane, contrattacca: «E’ pretestuoso il perdurare della pseudo-denuncia contro i sacerdoti in corsia. La convenzione che regola la loro opera non è uno scandalo. E` invece scandaloso il comportamento di quei politici che puntano il dito contro poche persone che ogni giorno portano conforto al capezzale di chi soffre. I mali della sanità toscana sono ben altri: per esempio i costi che le famiglie affrontano per assistere in casa i propri vecchi che non trovano posto nelle residenze assistite. Ma i preti che portano conforto lasciamoli stare».
E il governo regionale che cosa risponde? Enrico Rossi rassicura i vescovi: la Convenzione non si tocca. Semmai potrà essere estesa ad altre confessioni. Ma non sarà un processo automatico.

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