In difesa della scrittura libera: il caso Jorge e Brian

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Nelle ore in cui Deborah Serracchiani, vicesegretario del Pd, confessa sul caso del sindaco Marino che non c’entravano nulla gli scontrini ma che c’era piuttosto “un problema di fondo politico […] potrei ricordare il fatto che c’era un problema col Papa” e nessuno si incazza, Costanza Baldini – giovane e brava giornalista fiorentina – non esita ad applicare alla sua professione l’articolo 21 della laica Costituzione italiana, quello che garantisce il diritto alla libertà di espressione, con un articolo intitolato Marylin Manson e il Papa, i cinque punti che hanno in comune sulla contemporanea presenza del cantante statunitense e del capo cattolico a Firenze per due eventi popolari: il concerto all’Obihall e la messa allo stadio.

Apriti cielo, subito scatta la polemica. Per i soliti, pelosi, benpensanti – gli stessi che non prendono posizione sul vergognoso scandalo del clero pedofilo, truffatore, utilizzatore di lusso dell’obolo del Papa alla faccia di chi è povero e bisognoso – Baldini avrebbe offeso e ridicolizzato Francesco. Costanza non avrebbe mai dovuto affiancare in un pezzo di colore (articolo di giornale, che cerca di rendere le informazioni più interessanti aggiungendo note caratteristiche dell’ambiente e curiosità) la figura di Jorge Mario Bergoglio (alias Papa Francesco), a quella di Brian Hugh Warner (alias Marilyn Manson), ricordando che tutti e due hanno uno zoccolo duro di fan o che entrambi hanno appena inciso un disco o che sono finiti per la loro popolarità indiscussa sulla copertina di Rolling Stone. O che – apriti cielo – tutti e due amino circondarsi di croci: “in quale direzione siano rivolte, quello è tutto da verificare… 😉” chiosa Costanza facendo l’occhiolino comprensibile solo – ormai è chiaro – ai lettori con adeguati strumenti culturali.

Insomma pare che nel 2015, in uno Stato laico e democratico, esista ancora il reato di lesa maestà. Ma in fondo, chi siamo noi per giudicare? 

P.S. Ad oggi pare non esistano prese di posizione da parte dell’Ordine e del Sindacato dei Giornalisti. Non interessa più alla categoria difendere il diritto di esprimersi di chi scrive?

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