"In Africa i rifiuti della Toscana", la denuncia della Procura di Firenze

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verso il Nordafrica e verso l’Oriente; così come qui si svolgono cicli di smaltimento illeciti di rifiuti chimici industriali. Tutto questo succede qui e ora in questa regione, non in Campania”. Lo ha detto a Firenze il magistrato della Dda della Procura di Firenze Ettore Squillace Greco, nel corso della presentazione del dossier di Legambiente sulle ecomafie.

In Toscana, nell’ambito dei reati ambientali, secondo il magistrato, ”il bilancio e’ pesante e significativo”; e ”la Toscana – ha aggiunto – non è, allo stesso modo del resto delle regioni dell’Italia centrosettentrionale, esente da infiltrazioni significative: i delitti ambientali producono profitti ingenti e le mafie sono molto interessate a questo tipo di reati”. Squillace Greco ha poi aggiunto che ”serve un’azione di contrasto alla criminalita’ organizzata nel settore ambientale, ma per farlo occorre rivedere e riformare una normativa di ambito che è poco garantista, poco efficace e spesso elaborata sull’onda di interessi elettorali. Questo riordino – ha concluso – volendolo fare, richiederebbe poco tempo, basterebbero sei mesi”.

Nell’ambito delle ecomafie, in Toscana ”si registra un aggravamento, rispetto al passato, dei fenomeni di questo tipo che coinvolgono il ciclo del cemento”, ossia di infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore immobiliare e delle costruzioni” ha detto il presidente dell’associazione ambientalista Fausto Ferruzza, sottolineando anche che la regione è ”il crocevia dei traffici illeciti delle ecomafie nazionali”.

Secondo quanto spiegato da Ferruzza, i luoghi piu’ critici in regione dal punto di vista delle infiltrazioni della criminalità organizzata attiva nel ciclo del cemento, sono la ”Versilia, dove e’ sempre piu’ forte la presenza della mafia russa”, e il triangolo ”Prato – Pistoia – Montecatini, dov’è molto presente la camorra con i Casalesi”. Discorso a parte per la ‘ndrangheta che, ha detto il presidente di Legambiente ”è capillarmente attiva, nel settore delle agromafie su buona parte del territorio regionale”. Alla presentazione ha preso parte, tra gli altri, anche il coordinatore di Libera in Toscana, don Andrea Bigalli.

Fonte Ansa

0 Comments

  1. Antonio Bianchi

    La malavita organizzata ha bisogno di impiegare la liquidità frutto delle proprie attività illecite in investimenti, magari non profittevoli nell'immediato, ma stabili nel lungo periodo; non è dunque difficile capire perché si continui a costruire, nonostante gli immobili restino poi invenduti per anni e anni

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