In 140 a cena con DKmZero alle Piagge

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di Anna Pizzo per Democrazia Km Zero

Ci siamo tornati e ci torneremo ancora. È un po’ come casa nostra, ormai, la Comunità delle Piagge di Alessandro- prete, a Firenze, perché ci fa sentire a nostro agio: sappiamo dove tengono i piatti e dove andare a prendere l’acqua per riempire le brocche.

È casa nostra ma è anche un posto pieno di continue sorprese, dove le persone più assortite che si possono immaginare riescono a stare sedute attorno ai tavoli a mangiare e ridere e bere assieme senza altro scopo se non quello di mangiare ridere e bere assieme. Crostini alle verdure, cous cous, salsiccine, patate e ceci, macedonia con la panna: quindici euro. Più un violoncello, un flauto e un violino ad accompagnare la cena per Democraziakmzero e per il primo nato della famiglia editoriale: «Calendario della fine del mondo», il libro scritto a più mani e edito da Intra Moenia appunto con Democraziakmzero.

Era la sera di venerdì 29 aprile. Centoquaranta «coperti» e qualcuno ha dovuto girare i tacchi e tornarsene a casa perché, proprio come nei ristoranti di lusso, non aveva prenotato per tempo e di sedie proprio non ce n’erano più.

Non chiedeteci chi c’era, anche se per una frazione di secondo abbiamo avuto la tentazione di annotare con sconsolata desolazione chi non c’era. Sembra passato un mucchio di tempo da quando un anno e mezzo fa (era l’ottobre del 2009) quel fazzoletto di verde stentato sperso in una periferia fiorentina e sorvolato ogni pochi minuti da un aereo in atterraggio al vicino aeroporto tenne a battesimo il primo lieto evento della storia (ancora breve ma non banale) di Democrazia chilometro zero, la rete che voleva allora (e vuole tutt’ora) provare a costruire relazioni di prossimità forti, politiche di vicinanza, filiere corte della rappresentanza, autorappresentazione di sé di cittadini, comunità e conflitti territoriali.

Per festeggiare il secondo lieto evento (o terzo, comprendendo l’incontro di Grottammare del novembre scorso) nella ancora breve vita di Democraziakmzero – la nascita del primo libro  – i ragazzi della comunità, lo straordinario cuoco (Mohamed), una infaticabile consigliera comunale “di cittadinanza” (Ornella De Zordo), un super esperto di comunicazione (Cristiano Lucchi), uno spacciatore infaticabile di buone ricette sui rifiuti (Alessio Ciacci), l’accompagnamento musicale dei “Dun Duo”, ovvero Susanna, Silvia e Paolo, i tanti volontari intenzionati a non risparmiarsi, e un prete (Alessandro Santoro) irriverente e intransigente ci hanno fatto dono della cosa più cara e impagabile che esista: la loro grande coerenza e un’amicizia vera. E trenta copie del libro sono volate via. Cosa potevamo chiedere di più?

IL LIBRO

In libreria dai primi di aprile del 2011. Si intitola «Calendario della fine del mondo» e nel suo genere è un fatto nuovo. Intanto perché è il primo libro che rechi in copertina il «marchio» DKm0 (Democrazia chilometro zero). E’ il capostipite – noi crediamo – di molti altri libri nel prossimo futuro. Poi, è forse il primo libro in cui scrivono insieme, secondo le rispettive competenze e inclinazioni, autori come Serge Latouche, Riccardo Petrella, Guido Viale, Gianfranco Bologna e così via. In coda a questo testo, le prime recensioni del libro (dell’Agenzia giornalistica Italia, Agi, e dell’agenzia Ansa) e un breve resoconto della prima presentazione, domenica 27 a San Benedetto del Tronto).

«Calendario della fine del mondo» non vi stupirà con i suoi effetti speciali. Come quelli di «2012», ad esempio, il kolossal hollywoodiano che vi fa vedere la California mentre esplode come un vulcano e scivola in mare. Non vi intratterrà nemmeno raccontandovi storie di mondi paralleli o futuri come quelli di Isaac Asimov o di altri grandi della fantascienza. Non cercherà nemmeno di terrorizzarvi gridando, come un profeta pazzo, che il giudizio universale è imminente.

Molto più pacatamente, e in modo convincente, vi spiegherà – fornendo cifre, dati, circostanze, nomi di protagonisti, racconti, date di «scadenza» – come l’Isola di Pasqua, chiamata dai suoi abitanti Rapa Nui, sia in piccolo un esempio per tutto il pianeta. Di noi umani rischiano di restare grandi monumenti, come le gigantesche ed enigmatiche statue che da quell’isola scrutano l’oceano, mentre l’umanità sarà costretta a prendere congedo dalla sua Terra. Perché quel che Serge Latouche chiama «economia della crescita infinita», vale a dire del consumo senza freni, sta letteralmente divorando il solo pianeta di cui disponiamo. Ogni bene essenziale, dal petrolio all’acqua, dal suolo edificabile al mare, dallo spazio per nuove automobili alla biodiversità, ha una data di scadenza, proprio come lo yogurt che trovate sugli scaffali del supermercato. Solo che, una volta «scaduto» l’equilibrio climatico, ad esempio, non ci si potrà rifornire in un altro supermercato.

A conversare con voi lettori di questi decisivi argomenti abbiamo chiamato molti tra i migliori osservatori, scienziati, analisti. Ed è appunto la prima volta che il loro lavoro, concentrato su un singolo tema, diventa un coro in cui ciascuno, con il suo timbro di voce, intona la canzone di Madre Terra. Persone che lavorano nelle università e si dedicano alla ricerca, altre che sono attive in grandi associazioni ambientaliste o in movimenti come quello per l’acqua pubblica, scrittori e giornalisti, svolgono racconti appassionanti e drammatici, indicano possibili soluzioni e individuano colpevoli. Fino alla morale finale: quel che ci manca prima di tutto, scrive Guido Viale, è una «risorsa» che non si trova in una miniera o in un pozzo petrolifero, ma nella nostra testa: è la conoscenza, la capacità di imparare dagli errori e di cambiare rotta.

E’ per questo che «Calendario della fine del mondo», edito dalla casa editrice Intra Moenia, reca in copertina anche il simboletto di DKm0: una campagna, una rete di persone e comitati cittadini sparsi in tutto il paese, un sito internet, il cui scopo è trovare nuovi modi della democrazia, far sì che siano i cittadini a decidere sui beni comuni. Cambiare rotta significa per noi innanzitutto questo.

A DKm0, e al suo sito www.democraziakmzero.org, andrà per intero il ricavato del libro.

Anna Pizzo, Pierluigi Sullo e Anna Pacilli hanno curato il libro.

Vi hanno scritto Serge Latouche (l’introduzione), Riccardo Petrella e Tommaso Fattori (l’acqua), Gianni Tamino (la crisi della biodiversità), Antonio Onorati (l’agricoltura), Roberto Musacchio (L’Europa e il clima), Mario Agostinelli (il nucleare), Andrea Masullo (l’automobile), Gianfranco Bologna (l’impronta ecologica), Eva Alessi (la chimica), Giorgio Nebbia (il consumo del pianeta), Daniele Barbieri (la fine del mondo nell’immaginario), Alessio Ciacci (i rifiuti), Federica Barbera e Sebastiano Venneri (il mare), Rossella Marchini e Antonello Sotgia (il suolo urbano), Claudio Della Volpe (il picco del petrolio), Guido Viale (la dittatura dell’ignoranza), Luca Tornatore (la crisi climatica), Marinella Correggia (la deforestazione).

Il libro è corredato da grafici e mappe.

Un libro di 272 pagine, che in libreria costa 19,90 euro. I singoli che lo vogliano comprare possono averlo a casa senza costi di spedizione. Chi vuole ordinarlo lo comunichi all’indirizzo zero.libri@gmail.com

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